19.12.2020 – 10.37 – Una capitale per due città: è il riconoscimento guadagnato dalla coppia Gorizia-Nova Gorica che ha conseguito ieri il titolo di Capitale Europea della Cultura 2025, superando alcuni importanti concorrenti, tra tutti il quartetto di Pirano-Isola-Capodistria-Ancarano.
Il deciso appoggio del Friuli Venezia Giulia, l’efficace sinergia dei sindaci delle rispettive città, Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič e l’immagine stessa di due città divise dal confine, ma riunite dal comune sentimento europeo, hanno giocato un ruolo determinante nell’attribuzione del titolo. Ora Gorizia-Nova Gorica hanno una chance di attuare quella sinergia, quella comunanza identitaria che potrebbe risollevare le sorti di entrambe le metà urbane che attendono da decenni un “risorgimento” economico.
La portavoce Cristina Farinha ha osservato che la pandemia Covid-19 ha dimostrato nuovamente l’importanza della cultura nella vita delle persone; contemporaneamente non c’è settore che sia stato devastato maggiormente dal Covid che quello turistico-culturale. La promozione di Capitale Europea dela Cultura 2025 offre in tal senso un’opportunità di rinascita, ponendo al centro del discorso tematiche “sentite” quali la solidarietà, i confini e il cambiamento climatico. Argomenti non a caso condivisi anche dai concorrenti sloveni che fossero Lubiana, Ptuj o Pirano.
Ma cosa comporterà per Nova Gorica la nomina?
Come avvenuto in altre occasioni e anche per la (sfortunatissima) nomina di Fiume nel 2020, il “titolo” permetterà di attirare investimenti volti al rilancio economico e alla riqualificazione urbana, affiancando a ciò un imponente gamma di attività, fiere e mostre.
Nova Gorica sta già pianificando oltre 600 eventi culturali e più di 60 progetti per il 2025, con la collaborazione di 250 partner solo in Slovenia e l’intervento di 34 nazioni europee.
Il Ministro della Cultura sloveno Vasko Simoniti ha osservato che la scelta conferma la natura duale di Gorizia-Nova Gorica, ricordando che già nel 2004 quando la Slovenia si unì all’Unione Europea, furono le due città “goriziane” a rappresentare il simbolo di questa riunificazione. Mentre la prima città slovena a diventare Capitale Europea della Cultura fu Maribor, nel 2012. In quell’occasione la nomina attirò nella città oltre 4,5 milioni di turisti, investitori e “curiosi” permettendo un decisivo rilancio urbano. Un dato concreto che permette di evidenziare la portata reale della nomina in termini di ricadute economiche.
[z.s.]


