Shopping natalizio, appello di Confcommercio Trieste: “Guardare ai negozi di vicinato”

02.12.2020 – 09.40 – Confcommercio Trieste lancia un appello a guardare ai negozi di vicinato in occasione delle compere e dello shopping natalizio, per contribuire al mantenimento e sostenere le attività essenziali per occupazione e fruibilità sociale di rioni e periferie.
“Sulla scia dell’iniziativa attuata a livello nazionale” spiega Antonio Paoletti, presidente della Confcommercio giuliana “anche la nostra associazione sta organizzando e promuovendo la campagna di sensibilizzazione ‘Compro sotto casa perché mi sento a casa‘. L’obiettivo è invitare la cittadinanza a rivolgersi a botteghe e punti vendita di prossimità che, al di là della loro importanza in termini di produttività e vivibilità delle aree, non dimentichiamolo, hanno fornito un prezioso supporto, specie alle fasce più deboli della popolazione, in occasione del lockdown“.

“Un invito, il nostro” chiarisce ancora Paoletti “che non certo implica il disconoscimento dell’importanza delle altre realtà distributive, bensì vuole far riflettere sulla necessità di contribuire alla permanenza sul mercato di piccole o micro-imprese che, proprio per la loro struttura peculiare, fanno più fatica a continuare la loro attività e a fronteggiare ad esempio la concorrenza della GDO e dei colossi dell’e-commerce”.

Un settore del resto, quello delle attività economiche di vicinato, commerciali ma non solo, da tempo in forte difficoltà. Secondo una recente indagine, infatti, la crisi economica legata alla pandemia e il crollo dei consumi, mettono a rischio in Friuli Venezia Giulia almeno ventimila aziende del terziario, non meno di duemila a Trieste, buona parte delle quali appartenenti ai settori del commercio al dettaglio, oltre che dei pubblici esercizi e di altri comparti intaccati pesantemente dal Covid-19.

“Restando in ambito locale – riprende quindi il presidente di Confcommercio – una nostra campionatura, relativa alla rete distributiva tradizionale, ha evidenziato, nei primi nove mesi dell’anno, una perdita di fatturato media che ha oscillato tra il 20 e il 30%, con picchi anche maggiori per vari segmenti del no food e afferenti in particolare agli spazi commerciali di piccola superficie (-11,%  rispetto al -3% di quelli più ampi). Dinamiche, inoltre, che potrebbero avere pesanti riflessi anche occupazionali se consideriamo che un nostro studio di qualche anno fa, ha rilevato come, a ogni assunzione nella Grande Distribuzione, corrisponda la scomparsa di 2,8 posti di lavoro nelle piccole attività“.

“Da qui pertanto” conclude “l’auspicio che quest’appello venga accolto, in attesa anche di quelle misure normative, in fase di definizione da parte della Regione e caldeggiate da Confcommercio, che prevedono ad esempio, in seno alla legge SviluppoImpresa, concreti interventi a favore delle realtà economiche di vicinato quali la creazione dei Distretti del Commercio e conseguenti azioni di rigenerazione e valorizzazione dei territori e delle imprese in essi ubicate”.

[n.n]

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