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venerdì, 30 Settembre 2022

Vladimir Putin, Parkinson e immunità a vita? Dalla legge però, stando a una proposta in fase d’esame

07.11.2020 – 08.32 – Le voci di una presunta malattia di Vladimir Putin, addirittura di una fase avanzata del morbo di Parkinson che potrebbe interrompere il suo regno durato vent’anni costringendolo alle dimissioni già nel gennaio 2021 prossimo, si sono rincorse per tutta la giornata di ieri: l’origine, una presunta fuga di notizie, che coinvolgerebbe la ginnasta Alina Kabaeva (secondo il gossip, da tempo amante di Putin e madre segreta di due gemelli) la quale avrebbe insistito per un suo ritiro anticipato; osservatori e cremlinologi avrebbero poi ricordato che da qualche tempo, nelle riprese televisive, le gambe di Putin si muoverebbero continuamente e in più di qualche fotografia sembrerebbe in preda al dolore e aggrappato ai braccioli delle sedie. Tutto prontamente smentito da Mosca, naturalmente, con tanto di etichetta apposta sulle notizie scritte dalla stampa internazionale: “spazzatura”

Se si tratti veramente di “spazzatura” o meno, lo si saprà entro un certo tempo, essendo purtroppo tuttora il Parkinson una malattia lenta ma inesorabile e dagli effetti evidenti. Nel mentre, però, un altro fronte di notizie riguardante sempre Vladimir Putin e collegato al primo si è aperto, e questa volta le indiscrezioni, molto più solide, arrivano dalla TASS, l’agenzia di stampa ufficiale russa: sarebbe in fase di preparazione un disegno di legge che garantirebbe agli ex presidenti una immunità a vita nei confronti di azioni legali per crimini commessi nel corso delle loro funzioni. Una legge di questo tipo darebbe proprio a Putin una copertura totale nel momento in cui egli dovesse decidere di rinunciare al mandato prima del 2036 (data indicata dalle riforme fatte da lui approvare recentissimamente); e anche questo sarebbe un segnale, secondo gli osservatori, di una probabile malattia. Già oggi, per la legge russa, i presidenti non possono essere citati in giudizio per i crimini commessi, finché sono in carica (possono esserlo solo se riconosciuti colpevoli di alto tradimento, con necessità di un nulla osta da parte di tutte e due le camere del parlamento): la proposta di legge estenderebbe questa condizione all’infinito, e a presentarla è stato il gruppo parlamentare che ha già sostenuto le modifiche alla Costituzione all’inizio di quest’anno. Secondo il suo portavoce, Dmitry Peskov (che ha confermato le notizie di TASS e definito le garanzie a vita per i presidenti come ‘non una novità’), Vladimir Putin sarebbe comunque in ottima salute e non avrebbe nessuna intenzione di andarsene; la trama del romanzo dovrà dipanarsi, quindi, nei prossimi mesi.

[f.f.]

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