Un Novembre pieno di Briciole!

05.11.2020 – 13.00 – A novembre è nata mia mamma, mia nonna, si sono sposati i miei genitori, mi sono innamorato due volte, persino la passione con Scarlett è scoppiata il 2 novembre, giorno dei defunti, e già da questo si poteva intuire che non sarebbe durata, difatti un anno e mezzo dopo ci siamo lasciati, il giorno della via Crucis!
Amo le cose eclatanti! Novembre per me è un mese importante, prova ne sia l’ultimo evento ridondante! Un anno fa, infatti, è nato il mio libro “Briciole”! Un raggio di sole lavorativo in mezzo a fitte nebbie! È un po’ la mia creatura, una specie di Frankenstein Junior editoriale, perché un anno fa ho capito che “si può fare”!
Ma vogliamo parlarne?

Ma anche no…compratelo e basta, che è bellissimo, così almeno mi dice l’infermiere che mi porta tranquillanti e sedativi! Perché novembre non piace a nessuno? Forse perché in certe sere fredde e nebbiose le assenze ti camminano dentro e sembrano moltiplicarsi! Io non faccio discriminazioni, amo e odio tutti i mesi, ma scelgo amore o odio solo l’ultimo giorno, a seconda di come è andata, un po’ come succede coi lunedì, che spesso sono meglio delle domeniche! Certo, novembre è il mese preferito dagli asociali, di quelli che il lockdown lo praticavano per hobby già prima!
È il mese in cui fa freddo e buio presto e non devono inventarsi scuse balorde per non uscire!
È il mese dei marroni, solo che qualcuno insiste a romperli, invece di mangiarli! Delle caldarroste acquistate a baracchini e dei mutui accesi in banca per farlo!
È il mese delle zucche, piene, da cucinare, da gustare, da scolpire, da decorare; e pure di quelle vuote, che vedi parlare in TV o in un dibattito parlamentare, che vedi spaccare vetrine o insultare poliziotti, che vedi a volte persino in un laboratorio o in un ospedale!
È il mese in cui i più previdenti preparano alberi, presepi e decorazioni natalizie! Quest’anno sono ancora di più, non si sa mai che in questo 2020 Gesù nasca prematuro!
È il mese dei defunti, dei ricordi, dei rimpianti! Quest’anno è anche un altro mese di serenità perduta, del virus in fabula, del “lockdown or not lockdown, this is the question!”, come in un Amleto moderno, anche se il ministro Franceschini insiste a dire che era Otello!

Quest’anno novembre inizia con la paura, quella di ammalarsi, quella di restare nuovamente reclusi, quella di diventare poveri o meno liberi, quella soprattutto di non riuscire più a tornare quelli che eravamo, con le nostre vite semplici, a volte banali, ma nostre, senza imposizioni, senza limitazioni! Paura che aumenta ogni volta che senti qualche luminare, vero o presunto, della scienza, della medicina, della politica, aprire bocca! Serve terrorizzare le persone? Serve a renderle più prudenti, più rigorose? Serve a impietosire il virus? Sicuramente no! I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo, diceva un filosofo dal nome impronunciabile! Ricordo un Andreotti d’annata che dopo Chernobyl affermò: “beh basta lavare un po’ meglio la verdura!” negazionista? Boh…forse…priorità era non creare panico, missione sconosciuta ai governanti di oggi! Noi esprimiamo quello che siamo!

A volte l’aspetto ci tradisce, a volte gioca con i nostri cognomi! Io non potrei mai chiamarmi Magro, sarebbe una beffa atroce! Fassino grazie al cielo non si chiama Grasso, e per fortuna Lerner non fa Simpatico di cognome, e Saviano non fa Allegro! Ingiusto è pure il cognome Speranza, per un ministro che la toglie ogni volta che appare sugli schermi o parla; azzeccati invece trovo i cognomi Sgarbi e non occorre nemmeno dire perché, Travaglio per l’effetto che ha sui miei intestini, o ancora Conte, elegante ed impeccabile, anche se lui vorrebbe cambiarlo in Imperatore o Sovrano! Trovo azzeccato pure Crisanti, quale abbreviazione di crisantemo! Ma basta giocare, il momento è cruciale, la situazione è grave ma non seria! Di certo inquietante, se penso che l’altro anno mi ingegnavo per conquistare una confezione di Nutella Biscuits e che due anni fa a novembre studiavo tutorial di salsa e bachata e ora sono alle prese con ricette di peperonata e caponata, oltre a mettere nel rifugio antiatomico scorte di lievito e farina, mi innervosisco, mi prende l’ansia e mi cade la borsa dell’acqua calda dal divano!

Vabbè, cercherò di consolarmi, proteggermi e rafforzare le mie difese immunitarie con degli integratori all’uva, meglio se con le bollicine, sono tempi duri per gli astemi, ma per fortuna almeno quel problema non ce l’ho! Intanto novembre ci porta in regalo la divisione in zone, come ai tempi del Regno delle due Sicilie! Se interpreto bene il decreto, nel solito bailamme legislativo, dovrebbe essere così:

zona rossa: tutto chiuso…meno le feste dell’Unità!
zona arancione: tutto chiuso…ma con baristi e ristoratori che si dedicano alla meditazione zen come monaci tibetani!
zona verde: tutto chiuso…ma puoi andare a bere con l’ampolla alle sorgenti del Po! Per la verità poi il verde si è misteriosamente trasformato in giallo, forse per evitare che Salvini sfrutti la cosa a fini elettorali; così però hanno fatto nuovamente incazzare i cinesi, che hanno già minacciato di far cadere distrattamente un’altra provetta da laboratorio!

É stata una scelta ponderata, ci hanno messo un bel po’ a decidere! Non riuscivano nemmeno a mettersi d’accordo sui colori da abbinare alle regioni! Qualche strenuo difensore dei diritti lgbt, ad esempio, voleva optare per il rosa shocking, De Luca spingeva per il nero o al limite un azzurro Maradona, boccoli d’oro Toninelli, dall’alto della sua eleganza, spingeva per il blu magenta, ma alla fine, avendo finito i pastelli per colorare le regioni hanno dovuto desistere! A me sarebbe piaciuto un beige, che sta bene con tutto e si avvicinava molto al marrone, colore simbolo del 2020! la nostra regione ha ondeggiato a lungo tra l’anarchia totale e il limbo, finché il sorteggio Champions ci ha messo in fascia 3, umiliati addirittura dalla Valle D’Aosta! Per festeggiare si stanno già organizzando orge e baccanali, rigorosamente entro le 18! Servirà? Chissà! La risposta è dentro di noi, però purtroppo è quella sbagliata!

[M.L.]

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