Trieste Science+Fiction, tutti i premi della 20º edizione. Grande successo per il cinema russo-europeo

04.11.2020 – 08.55 – Trieste Science+Fiction 2020 continua online con un giorno ulteriore di film e documentari: segnale di una volontà di non arrendersi, di cercare vie alternative alla chiusura generalizzata del mondo della cultura “in presenza”. In quest’ambito si è conclusa ieri, martedì 3 novembre 2020, l’assegnazione dei premi per i migliori film e cortometraggi di genere. Una scena variegata quest’anno, caratterizzata dai grandi assenti oltreoceano e proprio per questo “eurasiatica”, con una predominanza di segnalazioni e premi provenienti dalla Russia e dai paesi scandinavi.
Si parte con il Premio Asteroide, volto a premiare il miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti, raggruppate nella sezione Neon del festival. Il premio è stato assegnato da una giuria internazionale composta dal fumettista e scrittore Bepi Vigna, dallo sceneggiatore e scrittore Javier S. Donate e dal produttore e sceneggiatore Brendan McCarthy. Quest’anno trionfa l'”Alien” russo, con “Sputnik” di Egor Abramenko. Un’opera premiata per il quadro storico che descrive bene la “burocrazia egocentrica e oppressiva dell’Unione Sovietica negli anni ’80, incapace di riconoscere i pericoli dell’arrivo di una creatura aliena”.
Una menzione Speciale del Premio Asteroide invece per “Come true” di Anthony Scott Burns, regista canadese, per le “attente e precise scelte espressive” volte a “rappresentare la perdita di controllo della protagonista, sospesa tra sogno e realtà”.

Il Premio Méliès d’argent viene invece organizzato in collaborazione con la Méliès International Festivals Federation (MIFF) ed è riservato ai lungometraggi di genere fantastico di produzione europea. La Giuria 2020 del premio Méliès d’argent è formata dal compositore Pino Donaggio, dalla direttrice del Far East Film Festival Sabrina Baracetti e dal regista Martin Turk. In questo caso emerge vincitore il film austro-tedesco di Sandra Wollner, “The Trouble with Being Born“. Un film definito dalla giuria “poetico e controverso” che parte da un incipit fantascientifico per travalicare i confini dei generi e diventare “‘d’autore”.
Menzione speciale Premio Méliès d’argent invece per l’horror magiaro “Post Mortem” di Péter Bergendy; una produzione che per la bella fotografia e il raffinato setting ha davvero fatto incetta di premi. Il film è stato definito un “horror cupo” dove “I cadaveri sono i veri protagonisti”.
Il Premio Méliès d’argent prevede anche una sezione corti, riservata ai cortometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato al cortometraggio che riceve il maggior numero di voti dal pubblico. In questo caso spetta all’Italia una piccola vittoria con “The Recycling Man” di Carlo Ballauri.

Passando a riconoscimenti di carattere istituzionale, RAI4, media partner di Trieste Science+Fiction Festival 2020, ha assegnato il Premio RAI4 al miglior film della selezione ufficiale Neon. E ritorna nuovamente l’ungherese “Post Mortem” di Péter Bergendy.
Una produzione premiata per una regia a metà “tra realismo ed echi del cinema espressionista”.
Ma non è mancata una menzione Speciale Premio RAI4 inconsueta, col norvegese “Mortal” di André Øvredal; un film che satireggia la produzione Marvel/DC e si riappropria del genere supereroistico, attraverso il “meraviglioso paesaggio scandinavo”.

Passando a giurie dai gusti sofisticati, si è svolto come ogni anno il conferimento del Premio Nocturno Nuove Visioni, riconoscimento assegnato ad un’opera significativa e originale per l’evoluzione del cinema di genere. Il regista francese Mathieu Turi è stato premiato per l’opera “Meander“, film capace di immergere lo spettatore “in un’atmosfera claustrofobica e di grande tensione” al contempo facendosi amare “per la bellezza dei suoi mostri”.

I cortometraggi sono tradizionalmente una parte essenziale del Festival evidenziata con il Premio CineLab Spazio Corto, organizzato in collaborazione con il DAMS (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo), Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste e riservato al miglior cortometraggio italiano presentato nella sezione Spazio Italia | Spazio Corto. Il premio è stato assegnato da una giuria composta dagli studenti Davide Beraldo, Mattia Cantarutti e Alessandro Dambrosi.
Una scelta difficile, tra le quali ha infine trionfato “Guinea Pig” di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti. Secondo la giuria il cortometraggio spicca per maggior completezza rispetto alle altre opere presentate, in ragione dell’ottima fotografia, un compartimento di design audio e colonna sonora davvero ottimi e delle interpretazioni notevoli, tra cui spicca “lo spirito artistico con cui si è deciso di procedere”.

[z.s.]