Terremoti, Ictp di Trieste scopre il “motore” delle scosse in Italia

12.11.2020 – 08.11 – Il devastante terremoto che colpì il centro Italia nel 2016 e il cui riflesso venne avvertito nella stessa Trieste, con cadute di calcinacci e la messa in sicurezza delle statue di Palazzo della Borsa, sarà oggetto di uno studio del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Ictp) di Trieste.
Specificatamente un team di ricercatori della sezione di Fisica del Sistema Terra studieranno la genesi delle sequenze sismiche che hanno interessato l’Italia centrale a partire dal 2009, culminando con le dolorose scosse di quattro anni fa. Lo studio, che verrà pubblicato su Geophysical Research Letters, si avvalerà di metodi computazionali innovativi e computer ad alta performance (Hcp).

Le nuove informazioni sono state estrapolate dai dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che hanno arricchito il catalogo dei dati disponibili, rilevando ad esempio dei fenomeni di micro-sismicità, dei micro-terremoti non rilevabili dai tradizionali sismografi e non percepibili dagli esseri umani, che avrebbero avuto un ruolo fondamentale nell’incidenza dei terremoti che hanno poi causato danni e vittime.
A queste rilevazioni si è affiancata, rileva Ansa Fvg, un’analisi di dati Gps da cui si è potuta osservare la presenza di una cosiddetta “zona di distacco“, a una profondità di 10 km, a cui si collegano le faglie del territorio e che funge da motore degli eventi sismici.
“L’Italia è un vero e proprio laboratorio naturale per questo tipo di ricerche – ha osservato Abdelkrim Aoudia, ricercatore all’Ictp – perché è un’eccellenza dal punto di vista sperimentale, ci sono tantissime stazioni di misura su tutto il territorio e la mole di dati raccolti ogni anno è impressionante”.

[i.v.]

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