Parametri Covid, Fedriga: “Vanno rivisti da un punto di vista più realistico”

18.11.2020 – 15.35 – Una revisione “dei parametri che possano rappresentare al meglio la situazione dei diversi territori ma, soprattutto, che le Regioni possano fare valutazioni giorno per giorno”, al fine di poter intervenire al meglio e nell’immediato con misure più o meno restrittive rispetto all’emergenza Coronavirus. Questa, in sintesi, la proposta avanzata dal Friuli Venezia Giulia e accolta dalla Conferenza delle Regioni, riunitasi nella giornata di ieri al fine di discutere in merito alle scelte che determinano il passaggio da una fascia di rischio all’altra, ovvero sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale.
“La parte tecnica delle Regioni si sta confrontando per fare una proposta costruttiva” ha spiegato il presidente Massimiliano Fedriga intervenuto a L’Aria che tira su La7. “Penso sia necessario che ogni Regione sia consapevole di quanto sta accadendo nel suo territorio. Ad oggi, dobbiamo aspettare il venerdì dove ci viene comunicata” la valutazione, sulla quale, ha evidenziato “neanche la mia struttura tecnica riesce a comprendere determinate scelte“. E “senza comprensione è difficile fare un percorso insieme e mettere in campo misure efficaci”.

I parametri devono essere rivisti da un punto di vista più realistico” ha spiegato, questa volta a SkyTg24, portando l’esempio del dato sul tracciamento, uno degli elementi per cui il Friuli Venezia Giulia sarebbe slittato in zona arancione: “la parte di tracciamento non è legata solo a quel dato” ma è legata anche ad esempio al personale a disposizione per farlo, “che avevamo aumentato la settimana precedente quando eravamo in zona gialla”. Un dato, quello sulla carenza nel tracciamento, che appare inoltre incoerente sotto un certo aspetto, è stato evidenziato, se si considera che il Friuli Venezia Giulia è al contempo una delle Regioni che effettua più tamponi.

Le regioni non sono a conoscenza del peso dei diversi parametri” ha continuato, ribadendo la necessità di una comunicazione condivisa tra istituzioni, per poter fare misure più puntali, anche maggiormente restrittive se necessario, in base alla specifica situazione del singolo territorio: “Una regione che” ha ad esempio al suo interno “una grande metropoli con milioni di abitanti, è chiaro” necessiti “di risposte diverse rispetto ad una regione che quella metropoli non ce l’ha”. “Non possiamo pensare che lo ‘0 virgola’ determini scelte più o meno restrittive“. “Serve fare una sintesi, una valutazione complessiva che non può prescindere da una responsabilità della politica: queste decisioni non solo incidono a livello sanitario”, ma sul piano economico e sociale.

 

 

 

 

 

 

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