“Ricordare è un dovere”. Il messaggio di Mattarella nel Giorno della memoria delle vittime del terrorismo

Ricorre oggi, 9 maggio 2020, il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, istituito con la legge del 4 maggio 2007 e celebrato ogni anno in Italia. La Giornata ricorda e tributa il riconoscimento dell’Italia alle vittime, nonché il sostegno morale e la vicinanza alle loro famiglie; essa coincide con l’anniversario dell’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro, avvenuta nel 1978, e unisce, nel ricordo, tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di matrice estremista.

Ricordare è un dovere” ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella “ed è giusto ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica”.
Il terrorismo è stato sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti” ha aggiunto “e grazie all’unità che il popolo italiano ha saputo esprimere in difesa dei valori più profondi della propria civiltà. La storia ci ha dimostrato che l’unità e la coesione degli italiani sono gli strumenti più efficaci di fronte ai pericoli più gravi.”

“Nel tempo sono state accertate responsabilità dirette e indirette. Gli autori dei delitti sono stati sottoposti a processi e condanne. Ma non ovunque è stata fatta piena luce“. Ha ribadito il Presidente della Repubblica. “La verità resta un diritto, oltre che un dovere per le istituzioni. Terrorismo ed eversione sono stati battuti con gli strumenti della democrazia e della Costituzione: la ricerca della verità, dunque, deve continuare laddove persistono lacune e punti oscuri”.
Infine, nel messaggio di Mattarella, il ricordo della tragedia di Aldo Moro: “il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica. Respinta la minaccia terroristica” conclude “oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini. Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita, ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro”.

 

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