05.11.2020 – 11.03 – Oltre ai parrucchieri, rimarranno aperte nelle zone rosse del paese, “ad alto rischio”, anche librerie e fumetterie, replicando così la situazione dello scorso aprile 2020, quando il governo Conte aveva lanciato un simbolico messaggio consentendo la riapertura dei negozi di libri. L’editoria italiana, prima della firma del nuovo DPCM, aveva espressamente chiesto al governo di lasciare aperte le librerie e i settori connessi alla lettura, fumetterie comprese.
“In un momento di difficoltà e frammentazione – avevano scritto gli editori – come quello attuale, è una priorità tenere aperto uno spazio di riflessione e immaginazione per permettere a tutti di partecipare alla creazione del prossimo futuro comune”.
L’appello è stato accolto, perché se si spulciano gli allegati del DPCM tra le attività aperte compaiono proprio le librerie e le loro varianti. D’altronde, considerando come l’Italia sia il paese in Europa con il più basso tasso di lettura, non c’è il rischio di assembramenti.
[z.s.]



