14.7 C
Trieste
mercoledì, 5 Ottobre 2022

Natale e Capodanno: la curva decelera. I vaccini. Come va l’epidemia?

22.11.2020 – 15.27 – L’incidenza dei nuovi casi di positività al virus che causa il Covid-19 sembra si stia stabilizzando. I numeri dicono che la curva dei contagi è sempre veloce, ma l’incremento quotidiano non accelera. Ora c’è un andamento lineare anziché esponenziale. I decessi aumentano, ma sono in ritardo di circa 20-30 giorni rispetto all’incremento dei positivi. L’epidemia sta rallentando e una proiezione basata sui dati attuali colloca il picco nelle prossime settimane: la curva inizia infatti a flettere, lentamente.

Ad oggi non possiamo dire se questo rallentamento sarà duraturo, ma le restrizioni a colori stanno funzionando, almeno parzialmente. Alcune regioni stanno ampliando autonomamente la stretta proprio per frenare la crescita dell’epidemia e quindi il collasso degli ospedali. Ma la notizia è che i segnali positivi ci sono. Per ora l’infezione sembra concentrata nei giovani adulti e adolescenti, e a diffondere di più il virus sono gli asintomatici. Calano i ricoveri in terapia intensiva. L’Rt nazionale è in diminuzione, fissato ora a 1,18, mente quello della nostra regione è 1,29: sempre troppo alto. Da noi va male il Friuli, in particolare la Carnia, cosa che richiede l’adozione da parte della Regione Friuli Venezia Giulia di misure restrittive a macchia di leopardo anticipando eventuali mosse in questo del governo. Non essendoci terapie certamente efficaci e mancando nel prossimo futuro un vaccino anti-Coronavirus ampiamente disponibile, l’effetto gregge, che richiede al minimo un tasso di copertura del 70 per cento, è irrealizzabile per parecchi mesi, per cui le misure di mitigazione o di restrizione dei contatti interpersonali, rimangono l’unico strumento. Considerato che l’epidemia influenzale arriverà a metà dicembre.

Natale e shopping. Saremo liberi a Natale e per Capodanno? Molto probabile; non certamente dal Covid, ma dal lockdown, e non per ragioni epidemiologiche ma economiche e sociali. Infatti, nel periodo dal 7 dicembre a Natale, moltissime attività commerciali fanno il 50 per cento del loro fatturato annuo. Tenere i negozi chiusi è quasi impensabile. Inoltre, l’allentamento sarà inevitabile, per attenuare la pressione psicologica su una popolazione sotto stress da febbraio. I rossi, gli arancioni e i gialli sbiadiranno in un colore unico, politico, per consentire lo shopping e la convivialità natalizia. La Befana non solo porterà via le feste ma ci regalerà il carbone dello Yo-yo degli allentamenti e delle restrizioni perché, là fuori, il virus continuerà a circolare. Un segnale di speranza concreta e probabilmente risolutiva è rappresentato dall’imminente arrivo, sotto l’albero, dei tre vaccini in preparazione: Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Ci vorrà del tempo, però.

Vaccini della Pfizer, Moderna e Oxford: una strenna natalizia? Alcuni vaccini stanno per arrivare al traguardo e stanno per essere autorizzati a tempo di record. Un evento epocale, merito del network scientifico e farmaceutico internazionale, la loro realizzazione in 10 mesi invece dei 24-36 previsti. Ce ne sono tre: Pfizer e Moderna a mRNA, e Astrazeneca che sfrutta un Adenovirus modificato con proteine spike simili al Coronavirus sulla sua parte più esterna.

  • Pfizer [il primo per il quale è stato richiesta l’autorizzazione all’uso sulla popolazione generale e distribuzione NdR] sembra il più limitato per logistica: richiede 80 gradi centigradi sotto lo zero per la conservazione, ha efficacia 90 per cento e necessita di 2 dosi. Il costo sarà fra i 15 e i 20 dollari a dose;
  • quello di Moderna si conserva a -20 gradi (oppure da 2-8 gradi sotto zero per soli 30 giorni) con efficacia del 94,5 per cento e 2 dosi; entrambi, Pfizer e Moderna, sono stati ottenuti per la prima volta nella storia con una tecnica inedita e mai verificata prima. Il principio è l’ingresso dell’mRNA nelle cellule, il vaccino si impossessa poi dei ribosomi e comincia a sintetizzare proteine Spike simili a quelle del virus SarS-CoV-2 che poi vengono esposte sulla superficie delle cellule e stimolano gli anticorpi (plasmacellule e linfociti B) oltre ai linfociti T della memoria immunitaria. Il costo previsto è 30 dollari a dose;
  • Astrazeneca-Oxford invece è il vaccino più tradizionale con tecnica di ingegneria genetica già nota, in cui sull’involucro di un Adenovirus attenuato ci sono le proteine Spike. Ovviamente non è infettante e stimola direttamente il sistema immunitario (sempre linfociti B e linfociti T). La temperatura di conservazione va tra i -4 e i -8 gradi centigradi ed è sufficiente una singola dose. Costerà circa 4 dollari a dose.

Un’ultima nota sugli anticorpi monoclonali, utili a ridurre la carica virale: rappresentano certamente un conquista importante, ma solo per la gestione di una emergenza clinica salvavita, non certo per un impiego di massa, avendo comunque un costo molto maggiore dei vaccini.

Fulvio Zorzut

[f.f.]

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore