06.11.2020 – 12.17 – Quest’anno non si è potuta concludere, con la sua abituale Cerimonia di Premiazione, la XVII edizione del Premio Letterario Nazionale “Gen. Loris Tanzella”, istituito dal Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per divulgare e salvaguardare il patrimonio storico, artistico, linguistico che contraddistingue la cultura delle genti istriane, fiumane e dalmate, evento conclusivo del programma delle celebrazioni del Giorno del Ricordo. La Giuria del Premio ha deciso di annullare la Cerimonia di Premiazione fissata per il 9 ottobre scorso dopo aver preso atto che il quadro epidemiologico del coronavirus evidenziava, a partire dal mese di agosto, un preoccupante aumento dei contagi, e di inviare ai premiati i riconoscimenti assegnati e precedentemente loro comunicati, augurando ai vincitori di questa edizione di poter presenziare alla prossima edizione del Premio in qualità di graditi ospiti.
Anche in questa edizione si è riconfermata una significativa partecipazione di autori che non hanno un legame personale con le terre del confine orientale (molti provengono da regioni del nord, del centro e del sud Italia e addirittura dalla lontanissima Australia, meta di un esodo ancora più drammatico) ma nel venire a conoscenza delle complesse vicende inerenti alla questione adriatica, sono riusciti a produrre opere anche di grande valore e pregio.
I componenti della Giuria del Premio, i Consiglieri del comitato di Verona ANVGD Tullia Manzin, Donatella Stefani Veronesi, Dolores Ribaudo e Giuseppe Piro, presieduti dal Presidente del Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Loredana Gioseffi hanno assegnato il Premio Assoluto a “Memorie di un marciatore” di Abdon Pamich che conclude il suo racconto di una vita in marcia. “Una marcia avventurosa, quella iniziata da bambino con il fratello Giovanni verso l’Italia, alla conquista della libertà, nella solitudine e nel doloroso distacco dal loro mondo. La narrazione, in cui i valori educativi dello sport si compenetrano in modo significativo con quelli della vita, scorre fluida, limpida sul filo della memoria di tante sfide, di tante marce vittoriose verso la conquista di traguardi sportivi ineguagliabili, di imprese memorabili come l’Oro Olimpico di Tokio, con i quali il campione Abdon Pamich ha onorato l’Italia tanto quanto l’ha amata come Patria”.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a “L’amore nel fuoco della guerra”. Passione e voluttà, tradimenti e congiure nella Zara italiana racconto di Stefano Zecchi “per aver contribuito, con la qualità delle sue opere, a divulgare la causa giuliano-dalmata e ad aver dato voce alle sofferenze di un popolo dopo il lungo imperdonabile silenzio della Storia”.
Nella sezione Ricerche Storiche e Storia dell’Arte il Primo Premio è stato assegnato al racconto di Eufemia Giuliana Budicin, Maria Grazia Chiappori, Donatella Schurzel, Barbara Vinciguerra “L’arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi” in quanto la ricerca, assieme alle immagini, è stata curata con tale abilità che l’opera ne è risultata arricchita e valorizzata. La pubblicazione vanta inoltre una ricchissima bibliografia, molto utile ed illuminante per quanti vorranno allargare la ricerca in ambiente geografico più vasto.
Il Secondo Premio, invece, è andato a Gianfranco Pontini con il racconto “Memorie dell’Istria Veneziana” attraverso la cui lettura si scopre un patrimonio storico, artistico e culturale che la civiltà veneziana ha sviluppato nei territori dell’Istria in contatto con la “Venezia dalla notte dei tempi” ma che non sono diventati nel corso dei secoli possedimenti della Serenissima, ma luoghi “in dedizione” con diritti e doveri reciproci.
Una Menzione d’Onore è andata a “La Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. L’arrivo della Commissione interalleata nei territori dell’Istria (9 marzo – 5 aprile 1946)”, lavoro di Giuliana Donorà dove risultano particolarmente interessanti gli aspetti relativi all’istituzione della Commissione Interalleata nei territori dell’Istria nel 1946 e alla documentazione, finora poco conosciuta, delle attività svolte, in particolare da parte slava, ai fini di influenzare le conclusioni della Commissione stessa. La Commissione, inoltre, ha apprezzato l’impegno dell’autrice di affrontare e far conoscere una tematica storica non ancora considerata in modo adeguato visto la sua importanza.
Un’altra Menzione d’Onore è spettata a Matteo Gallo e al suo racconto “Un’iscrizione rovignese: Seixomniai Leuciticai Polates (CIL V, 8184). Lingua e cultura venetica d’Istria”, dove l’autore ha compiuto un excursus, di notevole rilevanza culturale, sulla Religio e sul culto di divinità femminili in campo indoeuropeo ed indomediterraneo.
A “L’Italia rovesciata. Lettere ai giornali 1984-2016” di Tullio Canevari è stata assegnata la Menzione d’Onore Speciale alla Memoria. In questa raccolta di lettere traspare con vigore la determinazione dell’autore, esule dall’amata e sempre rimpianta Pola, a ribadire in diversi contesti la verità storica sulle tragiche vicende del confine orientale, per decenni ignorata e mistificata, a testimoniare l’italianità delle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia nella strenua difesa dei diritti storici e morali delle popolazioni che le hanno abitate fino al doloroso distacco dell’esodo.
Il Primo Premio nella Sezione Testimonianze è stato assegnato a Maria Cacciola e al suo racconto “Sulle ali della memoria” Gli esuli giuliano-dalmati di Sicilia ricordano dove l’autrice raccoglie numerose e preziose testimonianze di esuli che, approdarono in Sicilia dove furono accolti con benevolenza secondo il tradizionale senso di ospitalità della gente del luogo, facendo conoscere la verità di una pagina di storia italiana per decenni taciuta e negata.
La Menzione d’Onore Speciale l’ha ricevuta Bruno Carra con “Istria addio” Ricordi e pensieri di un esule istriano, opera di memoria individuale e storica che racchiude il valore inestimabile delle testimonianze dei protagonisti dell’esodo. La Giuria ha apprezzato il racconto soprattutto per l’intensità degli aspetti emotivi suscitati dagli struggenti ricordi giovanili dei trascorsi di vita dell’autore nell’amata terra d’Istria.
“Fiume. La casa oltre il confine” di Giuseppina Nacinovich Smaila ha ricevuto la Menzione d’Onore. Nel corso della narrazione, l’autrice diventa testimone oculare di tragici eventi che la costrinsero all’esodo e alla sofferta esperienza del campo profughi, affrontati con ammirevole forza d’animo e con la speranza in un futuro migliore.
La testimonianza sui protagonisti dell’esodo giuliano-dalmata che riuscirono a ricostruirsi un’esistenza pur dovendo adattarsi a modelli di vita completamente estranei alla loro cultura di origine di Mario Dametlica in “Istria terra della mia infanzia” si è aggiudicata la Menzione d’Onore alla Memoria.
Nella Sezione Narrativa e Teatro la Giuria ha assegnato il Primo Premio a Pio Baissero con “La Baia degli Usocchi”, opera originale nella sua ideazione, dove l’impossibile storia d’amore tra i protagonisti si intreccia con gli episodi cruenti della guerra condotta dalla Repubblica Serenissima di Venezia contro i violenti assalti di pirateria degli Uscocchi che minacciavano la sicurezza delle rotte commerciali nel mare Adriatico e insanguinavano le coste dell’Istria e della Dalmazia nel corso del XVI secolo.
“Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano” di Emanuele Corocher ha ricevuto la Menzione d’Onore in quanto, grazie ad un linguaggio semplice, ma fluido ed efficace, riesce a coinvolgere il lettore attratto da un incalzante susseguirsi di avvenimenti.
Un’altra Menzione d’Onore è stata riconosciuta al testo teatrale di Mario Frezza “In malorsiga ….. anche i Drusi” diretto dal direttore artistico Tullio Svettini e messo in scena da “Grado Teatro” in Italia e nei luoghi dell’esodo riscuotendo notevoli apprezzamenti.
Un’ultima Menzione d’Onore è stata assegnata al lavoro teatrale di Gloria Gabrielli “Istria 1943 – Joh mene, un grido nel buio” dove le diverse tematiche storiche che culminarono nella tragedia delle foibe e nell’esodo della popolazione giuliano-dalmata acquisendo pertanto una funzione anche didattica.
La Menzione d’Onore alla Memoria va a Giovanni Rapelli. L’autore, con la sua ultima pubblicazione “CIMBRI/TZIMBAR. Vita e cultura della civiltà cimbra”, lascia un’importante eredità culturale nel campo storico e linguistico. Valente linguista e studioso, ha approfondito con competenza e passione il legame che intercorre tra i cognomi e la storia della comunità e i territori. Notevole, inoltre, il suo contributo dato all’indagine storica-linguistica nelle terre che si affacciano sull’Adriatico orientale, mettendo in risalto la continuità della cultura italiano- veneta in Istria e Dalmazia, a conferma della sua vicinanza al mondo degli esuli giuliano-dalmati con cui ha condiviso sentitamente il dramma dell’esodo.
Il tributo pensoso e affettuoso che esprime bene il legame tra madre e figlia sullo sfondo della memoria del comune esilio in “100 frammenti quotidiani su mia madre” di Stella Cernecca ha ottenuto la Menzione d’Onore nella Sezione Poesia.
Nella Sezione Storia e Saggi Storici il Primo Premio è stato vinto da Dan Morel Danilovich e Michele Nardo con “La fortezza Signa 1715” dove viene apprezzato il lavoro di ricerca dell’autore che recupera una pagina gloriosa della storia della Repubblica Serenissima di Venezia e risulta notevole ed inappuntabile l’opera di trasposizione dei fatti realmente accaduti in fumetto che invoglia alla lettura anche i più giovani.
La Giuria ha assegnato il Secondo Premio all’opera dello storico Rino Cigui “Antonio Grossich (1849 – 1926). L’uomo e l’opera” per come ha saputo tratteggiare, con on notevole maestria unita a profonda indagine documentale, la figura di Antonio Grossich dopo anni di oblio.
La Menzione d’Onore è stata assegnata al libro “Il Giorno del Ricordo 2011 a Modena” realizzato dal Comitato Provinciale di Modena dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per celebrare solennemente l’inaugurazione nella città emiliana del monumento a perenne ricordo delle vittime delle foibe e a cura di Giampaolo Pani e Luigi Vallini. L’opera è stata gradita dalla Giuria per cui si è voluto onorare l’impegno di testimoniare la memoria dei tragici eventi che colpirono la popolazione giuliano-dalmata, costretta ad abbandonare nel dopoguerra le terre della sponda orientale dell’Adriatico verso un ignoto destino. La veste grafica e la ricca documentazione fotografica valorizzano i significativi contenuti dell’opera. Degna di nota la dedica che compare nella targa infissa nel Monumento: “Ai figli d’Istria, Fiume e Dalmazia, italiani per stirpe, lingua e cultura, martiri in foiba, in mare, in prigionia, esuli nel mondo per amor di Patria”.
a.b


