Covid, stretta in Slovenia: ancora 15 giorni per monitorare i frutti delle misure

13.11.2020  10.00 – “Dal 27 ottobre sono vietati gli spostamenti tra i Comuni della Slovenia, tranne per i trasportatori e le persone in transito verso altri Paesi (e verso l’aeroporto di Lubiana) o in rientro presso la propria residenza in Slovenia (maggiori dettagli, anche sulle eccezioni, nelle FAQ-link sotto)”.
Questo quando si legge sul sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana.
Misure d’inasprimento che si aggiungono alle precedenti già in auge a partire dal 21 ottobre, ovvero il divieto di movimento delle persone dalle 21:00 alle 06:00, tranne per i viaggi in transito.
Misure che, a detta del ministra della Salute Salute Tomaž Gantar, hanno avuto parzialmente successo, ma che, se abbandonate ora, potrebbero sancire un nuovo incremento dei contagi.
Proprio per questo motivo il Governo ha scelto di protrarre queste misure per almeno 2 settimane: 15 giorni proprio perché sono i tempi d’incubazione del virus e anche quelli necessari per capire se le misure stanno avendo un effetto.

Il ministro sottolinea quanto sia essenziale rispettare le distanze di sicurezza e a evitare spostamenti non necessari, dentro e fuori il paese.
La scuola resterà chiusa visto che, anche all’interno degli Istituti, si sono registrati diversi casi, quindi viene prescelta la Didattica a distanza.
Fermi anche i trasporti pubblici, intanto che i taxi potranno continuare a funzionare.
Un arresto anche delle attività sportive, tranne quelle professionistiche, mentre resteranno aperti gommisti o spazzacamini, che sono considerati servizi fondamentali per la sicurezza dei cittadini. Serranda abbassata per tutti i negozi non di prima necessità, mentre il settore industriale ed edilizio continuerà nelle attività
Una stretta prolungata affinché la situazione all’interno degli ospedali migliori e arrivino i vaccini della Pfizer e dell’AstraZeneca, che si prevede possano essere distribuiti, auspicabilmente, in Slovenia dal quindici dicembre.

Il ministro dell’Interno Alež Hojs ha sottolineato come non siano accettati assembramenti di persone, se non dello stesso nucleo familiare, e che continueranno a essere vietate manifestazioni e feste (i matrimoni saranno possibili solo con il consenso del ministero del lavoro).
La mobilità all’interno del paese sarà soggetta alle stesse regole in vigore durante la prima ondata, quando i confini tra i comuni erano chiusi tranne che per alcuni eccezioni, come per motivi di lavoro e salute.
Permesso inoltre il transito nel paese, nel caso in cui si entri dai confini nazionali (che restano, come in precedenza, sottoposti a controlli sanitari e quindi all’obbligo di quarantena, dalla quale si potrà uscire non prima di cinque giorni).
No invece ai viaggi all’estero senza rispettare, al rientro, gli obblighi sanitari anche se non si superano le 48 ore di permanenza.
Queste le misure che prenderanno piede sul suolo sloveno a partire da domenica, mentre quelle che riguardano il settore economico saranno in vigore da lunedì e tutto le altre da domani.

[c.c]

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