Carmine Gautieri non è più l’allenatore della Triestina, al suo posto Pillon

30.11.2020 – La notizia era nell’aria da tempo e ora è ufficiale: l’amministratore unico della Triestina, Mauro Milanese, ha deciso di esonerare l’allenatore alabardato, Carmine Gautieri. Fatale all’allenatore campano il pareggio maturato domenica a Carpi, con la Triestina che, due volte in vantaggio, si è fatta rimontare in entrambi i casi dai carpigiani. A rilevare il tecnico partenopeo, Milanese ha chiamato l’esperto Giuseppe Pillon, tecnico 64enne che, nella stagione scorsa, ha allenato per poche settimane il Cosenza, prima della sospensione dei campionati dovuta alla situazione epidemiologica.

Il nome scelto per risollevare l’ambiente alabardato è quello dell’esperto tecnico trevigiano (di Preganziol, per l’esattezza) Giuseppe Bepi Pillon, navigato allenatore con un passato anche in Serie A, dove ha guidato il Chievo tra il 2005 e il 2006 e la Reggina tra dicembre 2008 e gennaio 2009, per un totale di 50 panchine nella massima serie. Più lunghi e fortunati i suoi trascorsi in Serie B, dove ha guidato – tra le altre – Treviso, Bari, Ascoli, Pescara, Carpi, Empoli, Padova, Livorno e ancora la Reggina. Negli ultimi anni è spesso stato chiamato a stagione in corso, per risollevare le sorti di club in difficoltà. Tecnico non dogmatico dal punto di vista tattico, capace di adattarsi con pragmatismo alle caratteristiche dei calciatori a sua disposizione, Pillon è ritenuto dall’ambiente alabardato il nome perfetto per guidare l’Unione all’assalto alla promozione. Solo il tempo dirà se Milanese ha fatto la scelta giusta, affidandogli le chiavi della squadra fino al 2022.

L’esonero di Gautieri (il quinto nella sua carriera, iniziata nel 2008 a Potenza) arriva nonostante la prestazione tutto sommato buona della squadra su un campo non facile come quello di Carpi, in cui l’Unione (priva di uomini fondamentali come Litteri, Gomez e Rizzo) ha comunque cercato di imporre il suo gioco, mancando in diverse occasioni la rete decisiva. Non è, tuttavia, una decisione inaspettata: nelle ultime sette giornate, la Triestina ha vinto soltanto due volte, subendo invece due sconfitte e pareggiando in tre occasioni. La mancanza di continuità e l’involuzione nei risultati rispetto alle prime giornate di campionato sono evidentemente suonate come un campanello d’allarme per la società, che ha così deciso di intervenire tempestivamente, con la squadra al quinto posto in classifica a -5 dalla vetta, nella speranza che il cambio alla guida tecnica possa dare quella svolta che l’ambiente cerca per raggiungere finalmente l’agognato traguardo-promozione.

Gautieri e l’Unione, bilancio positivo su basi fragili?

Gautieri lascia la Triestina dopo 13 mesi (aveva firmato con gli alabardati il 14 ottobre dello scorso anno), dopo essere subentrato a Princivalli (tecnico ad interim nella transizione tra Pavanel e Gautieri). Nella sua esperienza in alabardato, durata 38 partite, Gautieri ha uno score comunque positivo, frutto di 19 vittorie, 6 pari e 13 sconfitte, ottenuto impiegando 43 giocatori diversi. Per accontentare il tecnico, la proprietà giuliana ha investito tanto, rivoluzionando la rosa già dallo scorso gennaio (quando arrivarono, tra gli altri, Lodi, Sarno e Tartaglia) e proseguendo nel profondo rinnovamento in estate, portando all’ombra del Faro della Vittoria giocatori del calibro di Struna, Rapisarda, Ligi, Capela, Rizzo, Petrella (rientrato a Trieste dopo un anno di separazione) e Litteri.

Il tecnico era, invero, riuscito a dare la propria impronta alla squadra, che sotto la sua guida ha acquisito un gioco riconoscibile, basato essenzialmente sul possesso palla e su azioni manovrate. Tuttavia, come è apparso evidente in questo inizio di stagione, la Triestina soffriva di una intrinseca sterilità offensiva, data anche dalla scarsa capacità di adottare soluzioni diverse dal cross verso l’unica punta per cercare la rete. L’assenza di Litteri causa virus ha reso evidente questo limite. Altro peccato di cui la Triestina gautierana era portatrice era la fragilità della linea arretrata, portiere annesso: quasi ogni avanzata delle varie squadre avversarie oltre il centrocampo si trasformava in una pericolosa palla gol, che non sempre Offredi (a sua volta apparso spesso in difetto di concentrazione) riusciva a disinnescare. Anche dal punto di vista caratteriale, la Triestina era manchevole: alla prima difficoltà, la squadra faticava a reagire e ogni svantaggio significava quasi inesorabilmente la sconfitta. Tutte queste cose, insieme, hanno impedito all’Unione di avere quella continuità che si richiede a una squadra che ambisce ai vertici, rendendo fragili le basi di un progetto comunque interessante.