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martedì, 4 Ottobre 2022

Salute, Da Giau (PD): “Riconoscere e regolamentare la figura del caregiver familiare”

18.10.2020 – 08.00 – «Il primo livello di assistenza e cura non professionale, in molti casi, è quello familiare. Migliaia di persone in Fvg dedicano gran parte della loro vita alle necessità di familiari o conoscenti, bisognosi di una continua assistenza. Queste persone vanno supportate anche dalla Regione Fvg con un impegno che, proprio in forza della Specialità, possa andare oltre alle previsioni nazionali, rafforzando il contributo dello Stato con un apposito intervento normativo che riconosca formalmente queste figure che affiancano il sistema dell’assistenza sociosanitaria regionale». Lo afferma la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau annunciando la proposta di legge del gruppo consiliare del Pd, per il riconoscimento formale e la regolamentazione della figura del caregiver, ossia le persone che assistono e si prendono cura in modo gratuito e non professionale di determinate soggetti bisognosi di cure.

«Il parere favorevole espresso ieri in sede di Conferenza unificata da parte delle regioni, di Upi e dell’Anci, sul decreto di riparto a favore delle regioni del “Fondo per il sostegno e il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”, pari a 68 milioni, rappresenta uno sprone ulteriore per la nostra Regione a legiferare in materia».

La proposta di una legge regionale, chiarisce Da Giau «nasce dalla considerazione che l’impegno delle istituzioni pubbliche non potesse essere lasciato alle sole e pur importanti definizione e dotazione della legge di stabilità nazionale 2018, ma che l’autonomia regionale imponesse una legislazione propria anche per introdurre alcune significative novità che riflettono l’evolversi delle caratteristiche del fenomeno dei caregiver nel tempo». Secondo Da Giau, «il mutare degli assetti familiari e sociali impone un ragionamento che definisca platee più ampie sia per gli assistiti che per i prestatori di cura e interventi che garantiscano la conciliazione non solo coi tempi di lavoro ma anche di studio. Importante poi il riconoscimento del servizio svolto come credito formativo per poter pensare a un possibile rientro nel mondo del lavoro a quei tanti caregiver, spesso donne, costrette a lasciare il proprio impiego per la cura dei famigliari». Nonostante l’emergenza sanitaria del coronavirus, conclude Da Giau «non è pensabile rimandare ulteriormente l’intervento legislativo per il quale tanti appelli sono stati e continuano a essere lanciati».

c.s

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