La storia di Monica che odora di Covid

15.10.2020 – 23.00 – La storia di Monica potrebbe essere simile a quella di molti altri lettori. Così ci racconta:

Martedì 6 ottobre scopro che il 2 ottobre ero entrata in contatto con una persona positiva al Covid. Da brava e solerte cittadina, ligia alle regole, nella stessa giornata contatto l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASU GI) che mercoledì 7 ottobre mi chiama per fissare un appuntamento da eseguire il giorno seguente, per il tampone Covid. Ero felice e soddisfatta per l’efficienza del sistema. Fatto il tampone non mi rimaneva che aspettarne l’esito.

Ho atteso pazientemente a casa fino a domenica 11 ottobre, nella speranza che qualcuno si facesse vivo. Ma le mie attese sono state disilluse. Così ho deciso di chiamare la guardia medica che mi ha informata della mia positività. A fronte di questa notizia ho richiesto che venisse fatto, il prima possibile, il tampone a mia madre di 86 anni che necessita di cure. La risposta della dottoressa è stata che l’indomani sarei stata contattata.
Lunedi 12 nessuno mi richiama per fissare un appuntamento per mia mamma, inoltre ho difficoltà ad ottenere il certificato, da inviare all’Inps, che attesti la mia malattia.

In preda ad una crisi di nervi, incomincio a scrivere e a chiamare tutti i numeri disponibili di Asu gi senza darmi per vinta. Non potendo muovermi, perché così dice la legge, chiedo ad una mia amica di recarsi presso l’ambulatorio del mio medico curante, che non risponde al telefono. Il medico, di fronte alle richieste pressanti, rilascia il certificato di quarantena che poi provvedo ad inviare al mio datore di lavoro. Restava ancora il problema del tampone di mia madre che dovevo risolvere quanto prima. Così ho trascorso la mia giornata, da malata, telefonando e mandando mail.

Martedi 13 ottobre invio l’ennensima richiesta al medico curante di mia madre il quale si decide a richiedere il tampone. Mercoledi 14 ottobre, un membro del personale sanitario si reca presso il domicilio di mia madre per eseguirlo. In giornata vengo anche contattata dall’Asu gi per fissare gli appuntamenti per i miei successivi tamponi e ricevo anche le necessarie informazioni per compilare i certificati di malattia.

Oggi, giovedi 15 ottobre, sono le ore 22 e non conosco ancora l’esito del tampone di mia madre che mi auguro sia negativo. Purtroppo però il mio medico di base ancora non risponde e non riesco ad ultimare il mio iter burocratico per l’Inps.

Ma domani è un altro giorno e magari qualcosa si muoverà. Ci voglio sperare.