Dalmasson: “Prova dignitosa contro una squadra di alto livello”

 

11.10.2020 – 22.48 – Perdere con Milano era preventivabile. Trieste lo ha fatto con dignità, dato che ha messo sul parquet il massimo. Ventidue punti di differenza tutto sommato comprensibili, vista la differenza fisica e qualitativa, unita alle assenze di Henry e Udanoh. “La partita ci ha presentato delle difficoltà – ha esordito coach Dalmasson – come immaginavamo. Dal punto di vista fisico e della qualità lo scontro era impari, ma la squadra ha saputo soffrire e sopperire al divario di chili e centimetri negli scontri diretti. È stata una prova dignitosa contro una squadra di alto livello, questo è quanto portiamo in dote dalla sconfitta di stasera”.

Contrastare chi gioca a un ritmo come quello messo sul parquet dai ragazzi di Messina, soprattutto nel primo e terzo quarto, porta a finire in riserva di energie, fisiche e mentali: “Lo svantaggio fisico – prosegue Dalmasson – nei momenti di minor attenzione ti penalizza. In alcune situazioni dovevamo passarci di più palla per evitare l’intervento dei difensori di Milano, ma non ci siamo riusciti anche perché loro sono riusciti a toglierci lucidità”.

Contro Milano si è visto Mussini all’opera, nella prossima gara a Brescia, domenica 18 alle 20.45, potrebbe esordire anche qualche nuovo componente: forse Cebasek, forse proprio quel Marcos Delia avvistato al fianco di Ghiacci durante la partita? Di sicuro, per arrivarci pronti la ricetta è “tornare ad allenarci – ha concluso il tecnico mestrino – al completo, quello che ci è mancato nell’ultima settimana. Chi è andato in campo stasera ha dato una grossa mano. Domenica a Brescia sarà un’altra gara molto difficile, in cui però dobbiamo proseguire il percorso d crescita in attacco e difesa”.

Nella sfortnata serata del Dome, giocatori come Alviti (1/5 da due, 3/5 nelle triple, 2/2 ai liberi, 12 rimbalzi e 2 falli subiti) e Upson (5/10 da due, 8 rimbalzi, 3 falli subiti) hanno dato prova di professionalità e spirito sportivo, sia all’inizio sia quando il risultato era indirizzato. Proprio il numero 3 si è presentato ai microfoni nel dopogara: “Sapevamo sarebbe stata difficile – ha esordito – anche perché ci mancavano giocatori. Abbiamo lottato per quanto ci era possibile. Hines? Conoscevo il suo percorso, è uno dei migliori in Europa in questo ruolo. Nel fronteggiarlo ho fatto di tutto per rendermi utile per la squadra”.