Dalle mascherine ai controlli “anti-movida”: cosa rischia chi trasgredisce?

08.10.2020 – 09.30 – In tarda mattinata nella giornata del 7 ottobre 2020, è stato deliberato dal Consiglio dei Ministri n.66, la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Sembra un déjà vu, la continuazione di un lungo episodio già iniziato lo scorso 9 marzo 2020. Con il via libera della Camera (253 sì, 3 no, 17 astenuti ), il nuovo Dpcm entra in vigore già da oggi, 08 ottobre 2020, ma con una proroga del precedente Dpcm del 7 settembre 2020 sino al 15 ottobre 2020, data in cui il nuovo Dpcm del 7 ottobre 2020 sarà operativo con le nuove disposizioni previste.
Tra le novità e restrizioni introdotte, “l’obbligo dell’uso delle mascherine all’aperto”. Il testo del nuovo Dpcm prevede le stesse regole già vigenti, ma introduce però l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, andando ad ampliare le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli. Riguardo alla stretta sui locali e ristoranti, come riporta Money.it, “il governo smentisce la chiusura anticipata dei locali della movida, come si era detto nei giorni scorsi e come prevede l’ultima ordinanza del Governatore De Luca in Campania”. Si apprende tuttavia che vi sarà l’esercito per strada per impedire gli assembramenti da movida. Di fatto, come riporta theitaliantimes.it, il Viminale ha autorizzato i prefetti a mettere in campo l’esercito per tenere sotto controllo la movida impedendo assembramenti: in “specifici quadranti territoriali e in determinate fasce orarie, in cui risulti maggiore il rischio di assembramenti”, potranno dunque affiancare le polizie locali “con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo Strade Sicure”.

Rimangono esclusi dall’obbligo di indossare la mascherina:

  • i bambini sotto i sei anni,
  • chi fa attività motoria,
  • i soggetti affetti da disabilità o patologie non compatibili con l’uso della mascherina.

Quali sanzioni rischia chi non rispetta le misure del Dpcm? Chi viola le misure di protezione (uso delle mascherine, distanziamento, quarantena cautelare)  previste dal Dpcm rischia una multa da 400 euro a 1.000 euro. Mentre per chi è risultato positivo al Coronavirus ma non rispetta la quarantena, le sanzioni previste vanno da 500 euro 5.000 euro e si rischia l’arresto da 3 a 18 mesi: si ricorre ad una denuncia per epidemia colposa, come nella Fase 1 dell’emergenza. Anche ai locali si richiede responsabilità e rispetto delle norme di sicurezza. In caso di violazione, la sanzione prevista va da 400 euro  a 1.000 euro, oltre alla chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.

c.a

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