Covid, a rischio la stagione sciistica. Bini: “Stiamo navigando a vista”

29.10.2020 – 08.44 – L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus inizia a porre in dubbio la stessa stagione invernale con il suo correlato economico: piste da sci, alberghi, ristoranti e negozi di montagna. Un impatto notevole, considerando come già la stagione invernale del 2020 fosse stata persa con le prime avvisaglie del virus a febbraio. D’altronde è ben vivo nel ricordo degli amministratori il caso dell’Austria, il cui focolaio a Ischgl, stazione invernale del Tirolo, aveva contagiato mezza Europa. I gestori avevano infatti continuato a mantenerla in attività quando ormai le avvisaglie del Coronavirus erano evidenti, pur di “salvare” la stagione.
L’incertezza tra sicurezza sanitaria e fragilità economica si riflette nell’azione della Regione Friuli Venezia Giulia; Promoturismo FVG si prepara per l’apertura il 5 dicembre, mentre Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle attività produttive e turismo in FVG ammette le difficoltà: “Stiamo maledettamente navigando a vista. Non possiamo permetterci di tenere gli impianti chiusi e affrontare una chiusura della stagione invernale, anche se la mia paura è che si vada verso quella strada“.

Il DPCM 24 ottobre 2020 lascia qualche speranza che la stagione invernale possa esserci, in un modo o nell’altro, ma non si tratterà certo dell’ultimo DPCM di misure restrittive, considerando la crescita esponenziale dei contagi.
“Il problema reale non riguarda telecabine, cabinovie o skilift dove le regole ci sono già, quanto piuttosto tutto ciò che accade prima” ha spiegato Bini a Il Gazzettino.
Andrebbe considerato infine come, allo stadio attuale, il turismo sciistico sarebbe limitato alla sola Italia; mancherebbe pertanto quella fetta di austriaci e tedeschi che affollavano le piste da sci negli anni scorsi.

[i.v.]

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