Uno sguardo al “post” ESOF. L’ipotesi di un Summer Institute in Porto Vecchio

08.09.2020 – 10.53 – Un nuovo ente scientifico, nella forma di un “Summer Institute“, localizzato nel Porto Vecchio, che veda proprio nella Sottostazione Elettrica di Riconversione sede di ESOF 2020 il suo “cuore” tecnologico. E’ la visione prospettata ieri, nel corso della conferenza stampa di chiusura della kermesse scientifica, da parte dell’ormai “ex” champion di ESOF 2020, Stefano Fantoni. D’altronde che ESOF dovesse trasformarsi in un ente permanente, capace di dare concretezza ai 5 giorni di EuroScience Open Forum, era già stato discusso tra il 2018 e il 2019, con particolare riferimento ai Balcani e all’Europa orientale.
“Io ho portato avanti, – ha spiegato Fantoni – il progetto di un “Summer Institute” basato sulla sostenibilità. Summer Institute vuol dire qualcosa sul modello di Santa Barbara; se caliamo un po’ le pretese andiamo al Santa Fé Institute. Ma resterebbe in ogni caso un grande progetto”.

Ma cosa s’intende per “sostenibilità“? È chiaro infatti che non c’è accordo su questa parola. È stata infatti, come osserva lo stesso Fantoni, “la più utilizzata durante questi panel; tutti, in un modo o nell’altro, hanno parlato di sostenibilità. Ma l’istituto vorrebbe mettere i punti sulle “i” a proposito della sostenibilità; occorre chiarire cosa s’intenda, decidere quale teoria o modello adottare. Ma questo genere di discorso è stato possibile proprio grazie alle discussioni avvenute a ESOF2020. Un esempio concreto è stato il dialogo sull’agrifood tra l’economista americano Jeffrey Sachs e Andrea Illy. Oppure potremmo citare la conferenza di Roberto Cingolani a proposito dei big data e l’uso dei super computer. Senza citare il passaggio epocale promesso dalla tecnologia quantistica”.

Le istituzioni, tanto locali, quanto governative, lanciano in questo settore segnali favorevoli: “Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga mi sembra d’accordo con questa visione di “sustainability”; e altrettanto il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e – vi confesso – in privata sede anche il primo ministro Giuseppe Conte ha detto di voler considerare quest’idea, utilizzando anche le risorse del Recovery Fund” ha rivelato Fantoni.

“Se vogliamo davvero andare verso una Trieste Valley – o una FVG Valley, come ama definirla Fedriga – abbiamo bisogno di un elemento che è la scienza. Senza di essa non si va da nessuna parte; è l’anima di tutto. Una scienza che guarda lontano, beninteso. Ci vuole anche un ecosistema imprenditoriale non trascurabile, attraverso il dialogo con la ricerca. La scienza deve infine comunicare con tutti i livelli della società. In tal senso devo ringraziare i nostri comunicatori a ESOF2020 che hanno svolto un lavoro esemplare” ha concluso l’ex champion.

[z.s.]