10.09.2020 – 10.11 – La possibilità per Trieste di trasformarsi in una sede crocieristica stabile, “scavalcando” Venezia e le sue problematiche, dai fondali eccessivamente bassi, alle agitazioni del movimento No Grandi Navi, preoccupa la Serenissima, specie in seguito alle dichiarazioni alla Closing Ceremony di ESOF2020 del sindaco Roberto Dipiazza e del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. D’altronde proprio le compagnie crocieristiche, specie alla luce dell’emergenza Coronavirus, hanno preferito ripiegare su Trieste.
In particolare, con le elezioni per il sindaco di Venezia ormai alle porte, “irrita” come la Lega veneziana non critichi le decisioni della Lega del Friuli Venezia Giulia, la quale mira esplicitamente a trasformare Trieste nel nuovo polo crocieristico del nord adriatico.
La polemica è partita dall’assessore Ugo Bergamo, leader di “Venezia è Tua“, che ironizza chiedendo al sindaco Brugnaro “Cosa ne pensa delle dichiarazioni del presidente del Friuli, il leghista Fedriga, che si è detto pronto a fare di Trieste la base della crocieristica in alternativa a Venezia? Almeno per una volta, difendiamo tutti assieme il nostro porto”.
Un attacco poi condiviso, attraverso un’intervista su la Nuova di Venezia e Mestre, da Pier Paolo Baretta, candidato sindaco del centrosinistra a Venezia: “Mentre il sindaco e Salvini attaccano l’Agenzia per Venezia, che finalmente vedrà una regia unica per la salvaguardia della laguna, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliamo Fedriga, esponente di quella stessa Lega principale alleata di Brugnaro sta trattando con le società crocieristiche per spostarle, definitivamente, da Venezia a Trieste“.
Il giornalista, nel corso dell’intervista, prova a ribattere, osservando che “La scelta di andare a Trieste, per questa stagione, è stata delle compagnie. Fedriga sta facendo gli interessi della sua regione”.
“A Trieste ovviamente hanno una loro opinione, – concede Baretta – ma la Lega è la stessa, a Venezia e a Trieste. Quando il sindaco parla dei traditori di Venezia dovrebbe guardarsi intorno, invece di litigare con tutti il sindaco dovrebbe cercare di fare sintesi politica”.
La perdita del traffico crocieristico a Venezia è un duro colpo per le tante categorie dei lavoratori portuali addetti all’attracco; eppure, sotto il profilo turistico, è davvero questo vulnus alla città? Trieste di per sé non potrà mai competere con Venezia; il suo turismo crocieristico rimane della tipologia “mordi e fuggi” che non dura più di un pomeriggio, o di un weekend. Conseguentemente non è difficile immaginare i turisti che giungono a Trieste successivamente recarsi a Venezia, senza però devastare la laguna con le grandi navi. D’altronde, nonostante prevalga tanto a destra, quanto a sinistra, la volontà di riportare le crociere a Venezia, l’UNESCO ha chiaramente sancito che la sopravvivenza dell’ecosistema naturale e urbano della Serenissima è incompatibile con il turismo delle navi bianche.
[z.s.]


