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venerdì, 30 Settembre 2022

TARI 2020 con PagoPA, anche ESATTO proietta l’utenza verso il digitale. Che divide.

09.09.2020 – 14.35 – Arrivano in questi giorni a casa gli avvisi relativi alla riscossione della tassa rifiuti, TARI, 2020: “Pe’ fa la vita meno amara, me so’ comprato ‘sta chitara”, recita l’amata canzone. È solo un modo per sorridere in più di fronte sia agli euro da pagare che all’ennesima novità offerta dal percorso verso la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica italiana ci offre: pagamenti con un nuovo sistema, di cui si era già parlato ma che forse attendevamo un po’ più in là. Sul nuovo aspetto degli avvisi di pagamento e sui sistemi stessi per pagare abbiamo chiesto più informazioni proprio al direttore di ESATTO, Davide Fermo.

Direttore, chi riceve la richiesta di pagamento della TARI 2020 si trova ora a poter pagare solo in due modi: bollettino postale precompilato, o circuito bancario digitale CBILL. Niente più bonifico o F24. Come mai?

“ESATTO fa riferimento al sistema PagoPA, che è lo strumento di pagamento della pubblica amministrazione a livello nazionale. Non è stato scelto il circuito CBILL, che è il canale di pagamento che gli istituti bancari aderenti a loro volta utilizzano, ma proprio PagoPA”.

PagoPA, a sua volta, non è infatti uno strumento di pagamento; non è un sito dove pagare ma la nuova modalità standardizzata di pagamento della pubblica amministrazione italiana. Un mal di testa in più? Pagare attraverso questi circuiti che le banche e gli altri prestatori di servizio usano, infatti, costa: almeno 1 euro, a volte fino a 2 o più per ogni transazione.

“Il circuito bancario MyBank, raggiungibile direttamente dalla piattaforma PagoPA, costa 50 centesimi a transazione”.

Il cittadino vorrebbe però vedersi ridurre le commissioni complessive, piuttosto che constatare il loro aumento: anche se sono solo 10 transazioni, sono comunque mediamente 100 euro spesi l’anno per famiglia.

“Questo è l’auspicio di tutti. D’altra parte già adesso il cittadino sceglie la propria banca anche in base al costo dei servizi che utilizza prevalentemente”.

Anche le tabaccherie e gli altri prestatori di servizio chiederanno o chiedono già commissioni?

“Tutti quanti lavoriamo per portare a casa la pagnotta, non solo i banchieri”.

Come mai non c’è la possibilità, per la TARI 2020, di pagare in rata unica, con un solo bollettino?

“Non è stata prevista la rata unica in quanto fino al 30 novembre di quest’anno vanno applicate per legge le tariffe del 2019, come spiegato negli avvisi stessi. Le tariffe 2020 verranno applicate solo successivamente. Pertanto, quest’anno non è possibile chiedere il pagamento in un’unica soluzione prima di dicembre”.

Non si poteva far tutto come prima? Magari inserendo un codice numerico nella causale di bonifico, come per le multe?

“La gestione dei pagamenti, ad esempio quelli per le contravvenzioni, anch’essi parte del servizio di ESATTO, è un processo semi automatico. È impensabile poterlo fare per i numeri della TARI; e finora peraltro nessuno aveva considerato questa ipotesi: la TARSU veniva pagata con bollettino postale”.

Non sarebbe possibile inserire il codice di riferimento dell’atto nella causale di bonifico?

“Si. Ma non tutti lo inseriscono: sarebbe quindi solo un semi automatismo. Inserendo un codice numerico nella causale di bonifico si carica il gestionale della banca di lavoro, è necessario fare una ricerca e più o meno spesso si trova un risultato. Con l’identificativo dell’operazione inserito attraverso il nuovo sistema PagoPA l’abbinamento è certo, automatico e immediato”.

Anche nel sistema CBILL al quale Esatto fa riferimento, però, è possibile inserire un importo qualsiasi e fare errori: non è un vero e proprio precompilato.

“Non facciamo riferimento a CBILL, che non conosco, ma a PagoPA. Digitando o leggendo il codice PagoPA i dati – che sono pagatore, importo, destinatario – vengono identificati automaticamente e non sono modificabili. Un altro aspetto importante è che il pagamento di un F24, e a maggior ragione un bonifico, posso ripeterlo infinite volte, mentre una volta che ho pagato con un codice univoco PagoPA non lo posso riutilizzare. L’unico strumento, precedente a PagoPA, che offre ottime possibilità di abbinamento è il bollettino postale precompilato”.

Lo accettano anche tutte le banche o solo Poste Italiane? Alcuni circuiti bancari non accettano i precompilati. E quanto costa a chi deve pagare?

“Il bollettino postale precompilato viene accettato da Poste Italiane o dalle banche a costo variabile. I modelli PagoPA possono essere pagati in molti più modi, questo è il principale vantaggio dell’utente”.

PagoPA, però, non è di immediatissimo uso.

“Da utente, il mio parere personale è che il portale PagoPA sia sufficientemente chiaro e comunque migliore di tanti altri. Ma non dipende certamente da me”.

Si tratta quindi principalmente di una questione di costi interni per ESATTO?

“No, anche di certezza del pagamento. Se immaginiamo ad esempio un errore fatto nel pagamento di un F24, a seguito dell’errore dell’addetto nel digitare un codice, per risolvere la situazione ci vogliono mesi di richieste e verifiche che coinvolgono tanto Esatto quanto il contribuente. Se l’addetto all’inserimento dei dati in Romania o nelle Filippine, centri dove le banche inviano gli F24, o l’impiegato delle poste sbaglia, il pagamento va perso, e il contribuente che ha regolarmente pagato viene inutilmente, e costosamente, disturbato da noi attraverso lettera raccomandata. E poi, assieme, bisogna andare a recuperare il pagamento. La ricevuta dimostra che un cittadino ha dato una certa cifra in euro a Poste Italiane o a una banca, ma non che le poste o la banca li ha dati all’ente creditore. E quindi non lo libera dal debito, nonostante non abbia alcuna colpa”.

Perché avete scelto di introdurre PagoPA questo momento?

“Come tutte le (piccole) innovazioni, le comodità saranno apprezzate dagli utenti più abitudinari dopo un po’. Ma tenuto conto che il sistema PagoPA diverrà dal prossimo anno l’unico canale dei pagamenti verso qualsiasi pubblica amministrazione nazionale e locale, la scadenza della TARI, che coinvolge un larghissimo numero di contribuenti – oltre 110mila – era l’occasione giusta per introdurre il nuovo strumento”.

Quindi ESATTO, ATER, Comune di Trieste e Regione Friuli Venezia Giulia, e tutti gli altri enti naturalmente, inizieranno già da subito con PagoPA?

“La legge prevede questo, anzi lo prevedeva già dal primo di luglio di quest’anno”.

Non è un po’ troppo tecnologico? E gli anziani? Un netto ‘Digital Divide’.

“Chi è più tecnologico può pagare tramite home banking. Alla pari di bonifico ed F24, ma senza scrivere nulla se non il codice univoco, e con la comodità di poter leggere direttamente il codice QR dal proprio Smartphone e non scrivere niente. Oppure direttamente dalla sezione ‘servizi online’ del sito www.esattospa.it. Chi è meno tecnologico può pagare non solo in banca e in posta, come avveniva con il modello F24, ma anche nelle tabaccherie, ricevitorie eccetera. Evitando ambienti affollati come gli uffici postali”.

C’è stata una campagna di comunicazione adeguata, il cittadino è stato informato?

“Non mi risulta. Immagino che a un certo punto partirà una campagna nazionale; gli enti locali stanno incontrando grandi difficoltà nel passaggio a PagoPA perché è necessario disporre di software gestionali in grado di generare i codici”.

Ma perché caricare il cittadino di nuove commissioni di pagamento? Un servizio di pagamento digitale riduce i costi fissi per chi lo eroga, non li aumenta.

“Perché i fornitori di servizio non lavorano gratis”.

Non lo prenda come critica; l’intenzione è informare il più possibile.

“Mi fa piacere che qualcuno si interessi anche agli aspetti tecnici del lavoro di Esatto e cerchi di capire cosa facciamo e perché. Quello che tento di spiegare agli utenti è che noi non possiamo limitarci a ‘raccogliere soldi’, aspetto comunque imprescindibile, ma dobbiamo abbinare nel modo più efficace i pagamenti alle posizioni debitorie, in modo da evitare costi a carico della collettività, fastidi a carico dei singoli e perdite di tempo per tutti”.

Mentre ringraziamo Esatto e il suo direttore per la disponibilità e il tempo dedicatoci, la domanda, però, rimane nell’aria: se i costi per il Comune (per gli enti pubblici, in generale) e per chi gestisce le transazioni, se servono meno persone e se gli errori e quindi altri costi indiretti diminuiscono, perché deve pagare il cittadino? Che paga già le imposte, e molto altro? Una domanda per una prossima occasione; fatta magari all’ente pubblico stesso.

[r.s.]

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Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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