Scuola, un difficile ritorno tra i banchi: ansie e paure per il futuro

29.09.2020 – 07.45 – Settembre. Anche quest’anno è tempo di tornare tra i banchi, sebbene in forma un po’ diversa dal solito. Le novità quest’anno sono tante, differenti di scuola in scuola: dai discussi banchi con le rotelle alla scuola “a ping pong” (ossia l’alternanza tra didattica a distanza e in presenza); dal distanziamento tra compagni agli ingressi scaglionati. Se alcune di queste misure convincono, altre lasciano gli studenti alquanto perplessi.
Raccogliendo un po’ di testimonianze ed ascoltando le loro voci, emerge infatti che per qualcuno una parte delle norme risulta essere davvero angosciante: sebbene siano pochi ad avere preferito il lungo periodo di DAD, buona parte dei ragazzi non riesce a vivere bene questo ritorno improvviso e poco strutturato. La percezione generale, infatti, è che le normative ministeriali poco delineate abbiano lasciato ai singoli istituti troppa scelta e ciò ha portato ad un’organizzazione generale poco coesa.
Quasi tutti concordano con il sollievo che lo svolgimento in presenza delle lezioni ha portato con sé: tuttavia, gran parte degli studenti è convinto che tale tranquillità durerà molto poco e che, presto, sarà necessario barricarsi in casa nuovamente, anche solo con lockdown locali. L’andamento dei contagi in generale e, più nello specifico, a livello scolastico, purtroppo, non dà totalmente torto a questa fetta di ragazzi: la situazione sembra tornata ad essere estremamente preoccupante e l’ansia di doversi confrontare nuovamente con mattinate al computer sta crescendo.

Anche il punto di vista più sentimentale, ovviamente, non manca: i ragazzi delle scuole superiori hanno vissuto gran parte dei loro anni sui banchi con le normali dinamiche di gruppo che si formano nell’ambiente. Amori, amicizie, chiacchierate e coinvolgimenti emotivi. La distanza, sia fisica che psicologica, che questo rientro zoppicante si porta appresso, ha contribuito ad ovattare sempre di più relazioni e legami, fino a sopprimere quella sensazione di gioia che accompagnava ragazzi e ragazze la mattina, fermi davanti al portone, prima di entrare.
Non mancano anche le paure per il futuro: come si svolgerà la maturità? La situazione si sarà evoluta per quando parte di loro dovrà iscriversi all’università? Tante domande che per ora non possono aver risposte certe. L’importante è tenere a mente la necessità di queste norme, per quanto il loro impatto sulla vita scolastica di “vecchi e giovani” studenti sia enorme, ma, soprattutto, che l’atteggiamento di buon senso da adottare debba prescindere dall’ambiente, portandoci a ricordare che la trasmissione del virus non avviene solo a scuola, ma ovunque.

i.m

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