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venerdì, 9 Dicembre 2022

Porto Vecchio di Trieste e Magazzini di Amburgo: un legame storico

30.09.2020 – 09.57 – All’indomani dello storico accordo secondo cui il principale operatore del Porto di Amburgo diventa primo azionista della Piattaforma Logistica di Trieste, occorre domandarsi quali siano i legami intercorsi negli anni tra le due città, che si caratterizzano vicendevolmente per una tradizione autonomista la quale nel caso germanico affonda le sue radici nella Lega Anseatica.
Specificatamente la connessione è valida non solo nel campo portuale, quanto nell’archeologia industriale e nell’architettura, perché proprio Amburgo è stata protagonista negli ultimi decenni di un recupero esemplare dell’Hamburger Speicherstadt, il più grande complesso di magazzini storici del mondo. Si tratta di un’area ottocentesca che si compone di 300mila metri quadri di magazzini dai mattoni rossi, simili nella forma e nella concezione agli storici magazzini portuali triestini. Non a caso ritroviamo a gestire la zona, per oltre 125 anni, proprio quella HHLA ora primo azionista. In questo caso si tratta del ramo immobiliare dell’azienda che ha gestito la transizione grazie all’opera dell’ingegnere Thomas Kuhlmann, responsabile del segmento Real Estate di Hamburger Hafen und Logistik AG HHLA Immobilien. Grazie a una collaborazione sinergica tra pubblico e privato, nel rispetto di vincoli molto più severi dell’equivalente italiano, la Speicherstadt è stata trasformata in un quartiere multifunzionale e commerciale attraverso una rifunzionalizzazione degli edifici.
La “città dei magazzini” come veniva definita è stata recuperata conservandone l’integrità strutturale, attraverso il restauro delle strutture a pilastri, dei pavimenti in legno, financo ad arredi, scale ed infissi che hanno rappresentato non un ostacolo, ma un ulteriore bonus quando si è trattato di vendere e/o affittare i magazzini agli abitanti o alle imprese private.
Sotto il profilo turistico il quartiere è divenuto popolarissimo, con musei, mostre, teatri all’aperto, il Miniatur Wunderland (le ferrovie in miniatura), la Kesselhaus (la storica Centrale Idrodinamica, oggi Infopoint; il paragone con Trieste si spreca) e tanto altro. Una quota rilevante della zona, pari a 30mila metri quadri, è passata all’industria della moda trasformando Amburgo in uno dei centri più importanti della Germania settentrionale, con 45 ditte e 125 firme e marchi rinomati (Timberland, Mavi Jeans, Marc O’Polo, Blessed & Cursed).
Tuttavia, a differenza di quanto si progetta a Trieste, la funzione turistica non ha impedito ai magazzini di continuare a essere utilizzati in larga parte come luogo di movimentazione di merci sfuse: tutt’oggi Amburgo ospita nello Speicherstadt il mercato dei tappeti più grande del mondo, mentre non mancano, accanto alla moda, compagnie marittime di notevole spessore che sfruttano i magazzini come depositi e luoghi d’ufficio.

Il legame tra il Porto Vecchio di Trieste e la “città dei magazzini” di Amburgo è stata sottolineata nei decenni dall’associazione Italia Nostra – sezione di Trieste, la quale ha collaborato con gli esperti della città anseatica a più riprese negli anni dieci del duemila.
Italia Nostra ha infatti fondato nel 2010 il Comitato scientifico internazionale per il Porto Vecchio di Trieste, al quale hanno aderito numerosi studiosi di waterfront. Non a caso il direttore scientifico è il prof. arch. Dirk Schubert dell’Hafencity Universitat e la sede del Comitato stessa è ad Amburgo. L’esperienze pregressa e le conoscenze nel campo dell’archeologia industriale sono state in questo campo fondamentali per la valorizzazione della Centrale Idrodinamica di Trieste e della vicina Sottostazione Elettrica di Riconversione. Il know-how di Amburgo non è infatti limitato allo Speicherstadt, ma si estende anche all’Hafencity, il nuovo quartiere della città nato su ex aree portuali.

“Italia Nostra – scrive in quest’ambito la prof.ssa Antonella Caroli, presidente della sezione di Trieste e consigliere nazionale di Italia Nostra – plaude all’ingresso di Amburgo nel Porto di Trieste e auspica di continuare in questo senso anche per la riqualificazione del Porto Vecchio”.
“Dobbiamo ringraziare gli spedizionieri, in particolare Francesco Parisi e Stefano Visintin, e importanti manager tedeschi come Bruns Berentelg e Thomas Kuhlmann, che hanno sempre collaborato e capito il nostro impegno tanto da venire più volte a Trieste. Per il Porto vecchio non servono advisor, ulteriori imprenditori di varie nazionalità, né altre consulenze, come nel passato. Italia Nostra ha consolidati rapporti con Amburgo ed è a disposizione della città. Non più quindi scelte casuali o effimere ma concrete collaborazioni con la città di Amburgo e il suo porto”.

[z.s.]
[Riproduzione riservata]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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