24.09.2020 – 13.25 – L’assegno unico universale è una novità introdotta con il disegno di legge “Family Act”, che mira a portare un sostegno economico alle famiglie con figli a carico. La misura è stata approvata all’unanimità alla Camera con 452 voti favorevoli su 453 presenti, quindi un solo astenuto, mentre dal Senato si attende ancora l’esito definitivo per far diventare legge l’assegno unico, la cui operatività è prevista a partire dal 2021. Si potrebbe dire che l’esito dei voti ottenuti alla Camera, illustri la bontà del Ddl; “una bella pagina del Parlamento” così è stata definita dal viceministro dell’Economia Antonio Misiani “l’Italia si uniformerà agli altri Paesi Ue investendo risorse pubbliche per le famiglie”.
Le risorse, riporta Il Sole 24 Ore, potrebbero arrivare dal Recovery Fund. “È importante – spiega la ministra per la famiglia Elena Bonetti – riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Il Recovery Fund libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale”.
Ma in cosa consiste esattamente l’assegno unico universale? L’assegno unico è considerato un strumento innovativo, semplice e diretto per sostenere le famiglie e, inoltre, per incentivare le nascite. La misura è stata illustrata da Avvenire.it come, “un trasferimento in denaro dallo Stato alla famiglia per ogni residente di età compresa tra la nascita (per precisione l’assegno viene corrisposto già due mesi prima del parto) e il compimento del 21 esimo anno di età. In questo senso è universale. È unico, invece, nel senso che va a incorporare e sostituire tutte le misure parziali che negli anni si erano affastellate, come detrazioni fiscali, assegni famigliari, bonus bebè, bonus famiglia domani”.
La misura prevede:
- la corresponsione dell’assegno dal 7° mese di gravidanza fino al 21 esimo anno di età. In caso di figlia o figlio successivo al secondo, l’importo dell’assegno universale è maggiorato del 20 per cento.
- Per i figli con disabilità o patologie accertate, l’importo potrebbe subire una maggiorazione compresa tra il 30 e il 50 per cento e sarà erogato per sempre, cioè esteso per tutto l’arco temporale della vita del figlio.
- L’erogazione di un importo mensile alle famiglie con figlie e figli a carico, partendo (probabilmente) da un minimo di 80 euro ad un massimo di 240 euro. L’importo sarà calcolato partendo dalla “base minima”, a cui andrà aggiunta una quota ulteriore e variabile, determinata sulla base degli scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
Ai cittadini UE ed extra-UE, l’assegno unico universale verrà riconosciuto a condizione che vi siano i seguenti quattro requisiti:
- Possesso del permesso di soggiorno (di lungo periodo per ragioni di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale);
- Essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
- Vivere con i figli a carico in Italia;
- Essere residente in Italia da almeno due anni anche non continuativi, oppure essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale.
Mancano pochi mesi a gennaio 2021, data stimata per fare partire l’assegno unico e per al fine di velocizzare i tempi dell’esame parlamentare e fare in modo che il cosiddetto assegno universale 2021 arrivi il prima possibile alle famiglie, riporta ancora Il Sole 24 Ore, “Il governo ha deciso di utilizzare un canale parlamentare già avviato: una proposta di legge (primi firmatari Delrio e Lepri, del Pd) che giace alla Camera dal giugno 2018, emendarla e poi modificarla con le nuove disposizioni previste del Family Act“.
c.a


