28.08.2020 – 07.00 – Continua imperterrita la burrascosa disputa sull’apertura delle scuole, fissata per ora al 14 settembre (16 per il Friuli Venezia Giulia).
Sul sito ufficiale del Ministero della Salute è possibile consultare ora il Rapporto ISS COVID-19 n. 58/2020, che contene le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.
Il gruppo di lavoro composto da Istituto superiore di sanità, ministeri di Salute e Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler e le Regioni Emilia-Romagna e Veneto ha redatto questo documento di 24 pagine che è stato approvato questa mattina dalla conferenza delle Regioni.
Sono una dozzina gli scenari ipotizzati: si parte dal caso in cui un alunno manifesti a scuola i sintomi compatibili con Covid-19 come febbre superiore a 37 gradi e mezzo.
In primis sarà necessario chiamare il referente scolastico per Covid-19 e poi i genitori; in seguito bisognerà lasciare l’alunno in una stanza in compagnia di un adulto che indossi tutti i DPI necessari e, una volta a casa, i genitori dovranno chiamare il pediatra o il medico di famiglia.
Nel caso in cui venga deciso di richiedere il tampone, sarà il Dipartimento di prevenzione ad eseguirlo e l’alunno resterà in isolamento fino all’esito.
Se il risultato darà esito positivo, si proseguirà con la ricerca dei contatti stretti, che dovranno restare in isolamento per 14 giorni.
Si provvede poi alla sanificazione straordinaria solo delle aree dell’edificio frequentate dall’alunno.
E’ il Dipartimento di prevenzione a decidere poi la strategia di screening al personale scolastico e agli alunni.
In caso di tampone negativo, il medico potrà scegliere se ripetere il test a distanza di 2 o 3 giorni, nel frattempo l’alunno resterà in isolamento.
Inoltre, nel caso di un numero elevato di assenze in una classe, o di insegnanti, il referente scolastico per il Covid-19 deve comunicare al DdP la situazione (es. 40%; il valore deve tenere conto anche della situazione delle altre classi).
Il DdP effettuerà un’indagine epidemiologica per valutare le azioni di sanità pubblica da
intraprendere, tenendo conto della presenza di casi confermati nella scuola o di focolai di
Covid-19 nella comunità.
La valutazione dello stato di contatto stretto è di competenza del DdP e le azioni sono intraprese dopo una valutazione della eventuale esposizione. Se un alunno/operatore scolastico risulta COVID-19 positivo, il DdP valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti.
La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal DdP in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità.
Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura
soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata.
Inoltre, il DdP potrà prevedere l’invio di unità mobili 13 per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica in base alla necessità di definire eventuale circolazione del virus.


