04.08.2020 – 15.49 – Accanto al flusso d’immigrati irregolari che attraversano la Rotta Balcanica e penetrano la frontiera del Carso, chi viene “beccato” costituisce una percentuale della massa totale; e all’interno di questa componente bloccata dalle forze dell’ordine, continua a crescere il numero dei minori stranieri non accompagnati, solitamente prossimi ai 18 anni.
Si è infatti passati dalle 378 presenze registrate nel 2017 alle 554 unità del 2020 (443 erano state registrate nel 2018, 474 nel 2019). La nazionalità prevalente è quella costituita dai giovani provenienti dal Bangladesh (28,35% del totale), seguiti dai pakistani (25,3%), dai kosovari (22,6%) e dagli albanesi (11%). Riguardo l’età, il 99,8% dei migranti ricade nella fascia 14-17, solo un minore rientra nella fascia 11-13 e del tutto assenti risultano i bambini fino ai 10 anni.
Sono i dati forniti dal Friuli Venezia Giulia i richiedenti asilo sono calati, non aumentati passando dal 2016 al 2020: da 4.491 unità di quattro anni fa, agli attuali 3.007, con 1000 richiedenti asilo in meno.
Uno dei maggiori impicci nella gestione dei flussi migratori consiste nella tattica dei migranti di dichiarare il falso, affermando di essere minorenni; in questo modo non possono essere riammessi in Slovenia come d’accordi bilaterali, ma vengono alloggiati nelle strutture preposte, in attesa dell’esame medico per l’accertamento dell’età.
Per far fronte alla delicata problematica, la Regione ha stanziato 7 milioni di euro a favore dei Comuni per la gestione delle presenze di minori stranieri e neomaggiorenni, rimborsando i programmi per la loro collocazione in idonee strutture che siano in grado di attestare la loro attività, a seguito del loro affidamento da parte del Tribunale per i minorenni. Come riferito in Commissione, secondo le stime compiute è pari a 65 euro il
costo giornaliero medio per ogni minore straniero accolto in Friuli Venezia Giulia: 45 euro risarciti dallo Stato e i restanti 20 a carico delle municipalità, quota che la Regione intende coprire senza così far “pesare” questo costo sulle spalle dei Comuni.
Il Programma stanzia ulteriori 100mila euro al completamento delle “Misure di raccordo con altri Stati” avviato nel 2019 per contenere l’arrivo di minori non accompagnati di nazionalità kosovara mentre con una dotazione di 50mila euro sostiene il progetto “Fvg contro la tratta” con cui la Regione è inserita nella terza edizione del Bando emesso dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per promuovere programmi territoriali di prevenzione e contrasto al fenomeno della tratta e del grave sfruttamento degli esseri umani.


