Mete e luoghi caratteristici del Friuli: l’altopiano del Montasio

08.08.20-15.30- Per trascorrere delle belle vacanze non occorre andare a ricercare luoghi lontani. Il Friuli Venezia Giulia, difatti, ci regala delle zone e degli scorci incantevoli, molto spesso non conosciuti neanche dagli stessi giuliani o friulani. Andremo quindi alla scoperta di luoghi caratteristici della regione, raggiungibili sia per vacanze più lunghe, che per weekend o singole giornate di relax ed avventura. La prima meta che affronteremo sarà l’altopiano del Montasio. L’altopiano del Montasio è il più ampio territorio destinato all’alpeggio dell’intera regione ed è stato anche luogo di arrivo di una tappa del Giro d’Italia nel 2013. L’altopiano deriva dall’azione erosiva dei ghiacciai della Val Raccolana ad una quota media di 1500-1600 m. ed è conosciuto per la produzione dell’omonimo e prelibato formaggio, il Montasio. Esso è quindi un luogo ideale per gli amanti del buon cibo, del formaggio e delle malghe ma anche per gli amanti dello sport tra cui trekking, nordic walking, mountain bike, nonché per gli escursionisti in tutte le stagioni dell’anno.

Dista circa 6 km da Sella Nevea, frazione del Comune di Chiusaforte(UD), circondato da imponenti cime come il Monte Canin, alto 2.587 m s.l.m. che segna, tra l’altro, il confine fra provincia di Udine e la Slovenia ed è l’ultimo massiccio montuoso delle Alpi Giulie in territorio italiano.

Appartenente alla Catena Jôf Fuârt-Montasio è il Jôf di Montasio, la cima più alta (2.754 m) delle Alpi Giulie della zona italiana. Per arrivarci, dal parcheggio si segue sulla destra la strada in salita che porta al rifugio Giacomo di Brazzà 1660m s.l.m. (sentiero CAI n.622 ). Da qui partono i sentieri che raggiungono le vette: Jôf di Montasio m 2756; Monte Cimone m 2379; Sentiero Attrezzato Ceria-Merlone e Al Bivacco Suringar (Alta Via Alpi Tarvisiane). Inoltre, si segnala il bel sentiero che dal rifugio porta alla Cima di Terra Rossa m 2420 dove poter ammirare stambecchi e marmotte.

Oltre alle camminate più ripide verso le cime, ci sono anche camminate su “piano orizzontale” più facili da intraprendere. Ad esempio, subito dopo il bivio, sulla destra, il sentiero CAI n. 623-624 porta fino alle Casere Larice dove si possono incontrare le bellissime mucche, libere al pascolo o accoccolate nelle casere e, se si ha fortuna, ci si può imbattere in altre marmotte (udibili da vari metri di distanza!). Proseguendo si arriva alle Casere Cregnedul e dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra si possono trovare anche resti della grande guerra (1915-1918) ed un passaggio sotterraneo restaurato e percorribile.

Si consiglia, comunque, di consultare appena arrivati la mappa dei sentieri del luogo posta sul cartello informativo sulla destra del parcheggio e di incamminarsi, almeno durante le prime esplorazioni, assieme a persone già esperte del luogo.

Un’altra tappa fondamentale per chi arriva fin qui, è la Malga Montasio, raggiungibile dal sentiero CAI n.622, a circa 500 metri sulla strada asfaltata dal parcheggio. Oltre a poter degustare i tipici piatti di montagna, la malga ha annessa una latteria con punto vendita di prodotti lattiero/caseari. Molto buono è lo yogurt, semplice o ai frutti di bosco.

Il formaggio viene prodotto qui fin dal 1200, dai monaci benedettini presso l’Abbazia di Moggio Udinese. I primi riscontri del nome si hanno nel 22 agosto 1773, quando il Consiglio della città di Udine impose ai commercianti la vendita a prezzo fisso di alcuni prodotti, tra cui questo formaggio.

Successivamente, nel 1880, si formò un movimento cooperativo di caseifici per sostenere la produzione del particolare formaggio e nel 1987, un decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste ha attribuito all’Associazione dei Produttori del Montasio i compiti di supervisione, controllo e marketing della produzione del Montasio.

Il Montasio è ufficialmente tutelato dal 1955 ed ha ottenuto la Denominazione di Origine e la certificazione europea Dop. Si tratta di un formaggio saporito a pasta dura, cotto, prodotto con latte di vacca locale freschissimo (proveniente dalla munta serale e mattutina e lavorato entro 30 ore dalla raccolta), alimentato in modo naturale, di media e lunga stagionatura. Il prodotto stagionato è più deciso, con un sapore aromatico e leggermente piccante. Ma quando il prodotto può essere definito ‘di montagna’? Quando tutto il ciclo produttivo, compresa la stagionatura minima di 60 giorni, avviene nelle aree suddette.

Scendendo verso Tarvisio si segnala inoltre il paese di Cave del Predil e l’omonimo lago, luogo di ritrovo di moltissimi abitanti delle zone vicine che nei giorni più caldi del periodo estivo vi ritrovano ristoro. Sul lago si trova uno stabilimento nautico-balneare dotato di di una zona spiaggia, attrezzature nautiche (barche a remi e a vela, pedalò, surf bike, kayak), giochi per bambini e una scuola di windsurf.

Il laghetto è in un’antica conca glaciale, con al suo interno un’isoletta molto suggestiva che deriva da un arco morenico in parte distrutto. Racconta la leggenda che un tempo al posto del lago vi fosse un paesino. Gli abitanti erano persone insensibili e durante una fredda notte d’inverno si rifiutarono di ospitare una donna e un bimbo giunti da lontano. Solo una famiglia povera offrì un tetto e ricoprì di attenzioni la madre e il bambino. Il mattino dopo il lago aveva ricoperto tutto il paese, tranne un’isoletta con la casa della famiglia ospitale, mentre la donna e il piccolo erano scomparsi.

La zona del Montasio, quindi, può arricchire il nostro spirito di antichi sapori, tradizioni e paesaggi incantevoli…nonchè di buon formaggio!

Michela Porta

Foto: Michela Porta