“Marea nera” a Mauritius: è emergenza ambientale

09.08.2020 – 11.10 – Nell’isola di Mauritius il primo ministro Pravind Jugnauth ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale: nelle acque cristalline dell’isola, nell’Oceano Indiano, al largo della costa orientale dell’Africa, si sta diffondendo una chiazza nera di carburante, che sta fuoriuscendo dalla petroliera Wakahisho arenata nell’atollo, che ne contiene 4000 tonnellate (200 di diesel e 3.800 di carburante). La nave, di una società giapponese ma battente la classica “bandiera panamense”, si era arenata su una barriera corallina in realtà già il 25 luglio ed il suo equipaggio era stato evacuato, risultando quindi vuota quando si era arenata. Da quel giorno sono passate oltre due settimane, e proprio alla luce dei numerosi giorni trascorsi, la popolazione locale accusa il governo di essere stato disattento rispetto ad un disastro che forse si sarebbe potuto evitare.
Nel frattempo sono stati inviati gli aiuti dalla Francia: “Quando la biodiversità è in pericolo, c’è un urgente bisogno di agire. La Francia c’è. Accanto al popolo mauriziano” ha twittato Macron. Una nota di Parigi, inoltre, ha reso noto che un aereo militare porterà strumentazioni per il controllo dell’inquinamento, mentre una nave della marina fornirà materiali aggiuntivo.
Il luogo interessato dallo spandimento, si trova vicino ad un’area chiamata Pointe d’Esny, dove si trovano specie di piante e insetti presenti solo a Mauritius: “Migliaia di specie intorno alle lagune incontaminate di Blue Bay, Pointe d’Esny e Mahebourg, sono a rischio di inquinamento, con conseguenze disastrose per l’economia, la sicurezza alimentare e la salute di Mauritius“, ha affermato Happy Khambule, Greenpeace Africa Climate.