Via della Seta, Prodi: “L’Italia è partita bene, ma poi si è addormentata”

08.07.2020 – 14.33 – Il webinar “Belt and Road Initiative” coordinato da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Genova, dell’Insubria e di Trieste ha oggi provato a tratteggiare la situazione della Nuova Via della Seta di Xi Jinping dopo la tempesta del Coronavirus.
In quest’ambito è intervenuto l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha osservato come l’Italiasi era mossa inizialmente bene, ma poi si è addormentata“.
“L’Italia – ha ricordato Prodi – è il terminale naturale della via marittima della Via della Seta. Abbiamo due archi, quello tirrenico e quello adriatico che sono molto vicini ai grandi mercati del Nord”.
Eppure, ha aggiunto prodi, il paese non ha saputo gestire al meglio le potenzialità dei “porti di Taranto e di Gioia Tauro” e sfruttare quelle degli scali del Nord. Per Prodi, da tempo si sarebbe dovuto istituire “due Autorità portuali, una del Tirreno e una dell’Adriatico e realizzare così un arco di arrivo tirrenico (Livorno, Genova, La Spezia e Savona fino a Marsiglia) e uno adriatico (con Ravenna, Venezia, Trieste e Monfalcone, Fiume e Capodistria) sufficientemente robusto per diventare una calamita dei traffici Europa-Cina“. Oggi, invece, ha insistito, “la Via della Seta sia per mare, che per terra rimane una via del Nord e questo proprio non ha alcun senso”.
“Il problema italiano – ha rimproverato Prodi – è presentarsi grandezza di fronte a grandezza. Cosa che noi non stiamo facendo”.

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