‘Smart’ e ‘green’: la Trieste del futuro nel nuovo Piano Urbano della Mobilità sostenibile

27.07.2020 – 09.45 – Con l’adozione del nuovo “Piano Urbano della Mobilità sostenibile – PUMS” ed il “Rapporto Ambientale del Comune di Trieste” da parte della Giunta comunale, la città si prepara a diventare un modello urbano sempre più smart, green e sostenibile. Si tratta nello specifico di un piano strategico a lungo termine, volto a tracciare degli indirizzi lungo i quali trovare delle soluzioni atte in particolare a migliorare il sistema dei trasporti e la “sostenibilità” della mobilità complessiva in città. Il PUMS s’inserisce infatti nel Progetto europeo “Civitas Portis” che, a sua volta, fa parte del programma Horizon 2020, che intende definire, testare e valutare una serie integrata di misure innovative di mobilità sostenibile miranti, in particolare, a risolvere i problemi più specifici delle città portuali in Europa.
Vengono quindi al suo interno indicate alcune principali esigenze e intendimenti, e possibili soluzioni innovative: i singoli progetti dettagliati verranno via via decisi di conseguenza, come applicazione del PUMS, e come tali andranno a inserirsi e a eventualmente a modificare il più specifico Piano Urbano del Traffico.

All’interno del PUMS è quindi possibile individuare una serie di “previsioni” riguardanti la mobilità all’interno della città, ma non solo; infatti vi trovano spazio anche le relazioni fra la città e gli altri Comuni del territorio, nonché quelle di breve raggio con un hinterland più ampio e, correlate a queste, alcuni obiettivi che, se raggiunti, rivoluzioneranno radicalmente il “volto” futuro del ‘sistema’. Si va dal miglioramento delle condizioni di sicurezza degli spostamenti, alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e dei consumi energetici, fino ad una maggiore efficienza ed economicità dei trasporti di persone e merci, ottimizzando le scelte modali e l’accrescimento ulteriore della già elevata attrattività del territorio e della qualità del nostro ambiente.

Entrando nel vivo del documento, gli obiettivi principali illustrati dall’Assessore comunale all’Urbanistica Luisa Polli:

  • La localizzazione di sistemi ettometrici di risalita, come scale mobili e ascensori verticali, localizzati in punti specifici, in rioni o zone di forte pendenza (ad esempio San Giovanni o la zona dell’Università);
  • una cabinovia tra le Rive, il Porto Vecchio, Park Bovedo e Opicina;
  • l “attrezzaggio”, in luoghi ben precisi del territorio, di cosiddette “cerniere di mobilità” dove si concentrino parcheggi di scambio, linee di pubblico trasporto, servizi sharing, dotazioni per la smart mobility;
  • opportune modifiche alla rete del Trasporto Pubblico Locale (ad esempio, ma non soltanto, per migliori collegamenti fra le diverse strutture e Istituti della “Città della Scienza” e il centro cittadino, o per la creazione di una nuova “dorsale” del TPL, ad elevata capacità, tracciata da Muggia al Park Bovedo);
  • nuove Zone 30 e perfezionamento del regime di sosta veicolare;
  • migliore convivenza fra traffico motorizzato, pedoni e ciclisti, relativamente al tema della ciclabilità e con il nuovo “Biciplan“. Quest’ultimo, peraltro, da demandare a una successiva approvazione, necessitando ancora di ulteriori fasi di partecipazione e confronto con i “portatori di interesse” sul tema (non solo ciclisti quindi, ma anche pedoni, automobilisti, autisti di bus o tassisti);
  • interventi per ottimizzare la distribuzione delle merci sul territorio (come la localizzazione di centri di distribuzione fuori dal centro città, “punti” per il recupero dei pacchetti dell’e-commerce e relativa logistica);
  • nuove soluzioni per la viabilità interna cittadina, quali il già prefigurato ring del centro città a senso unico antiorario, la nuova galleria tra via D’Alviano e largo Mioni, o il senso unico nella Galleria Sandrinelliverso piazza Goldoni, sole per citarne le principali.

Progettazioni, queste, che conosceranno un arco di tempo comunque ampio per poter venire realizzate e ancor prima finanziate, essendo il PUMS “attivo” e fruibile entro un orizzonte di 10-15 anni fino almeno al 2030.
Nel frattempo scatterà la “fase delle osservazioni” che, per la durata di 60 giorni, consentirà a enti, gruppi diversi e singoli cittadini di intervenire e inviare proposte e suggerimenti, di qualunque portata e livello, trasmettendole direttamente agli Uffici tecnici del Comune, tramite PEC. Dopodiché, spetterà al Consiglio Comunale valutare e decidere su tali proposte, eventualmente formulandone delle proprie quale massima Assemblea rappresentativa cittadina, per poi approvare il Piano nel suo complesso.