Santa Sofia, Don Malnati condanna l’islamizzazione: “Preoccupante”

18.07.2020 – 10.14 – Il mons. Ettore Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura diocesi di Trieste, la cui statura intellettuale e politica è ben nota nella città, si è espresso duramente sulla riconversione da museo a moschea di Santa Sofia, ri-echeggiando a livello locale il rimprovero dell’ONU e di Papa Francesco.
“Preoccupante quel gesto di islamizzare la Hagia Sofia! – scrive Malnati – Come del resto devono far riflettere tutte quelle incarcerazioni di giornalisti e persone libere che si sono esposte con manifestazioni per una Turchia democratica, laica e rispettosa del diritto della libertà religiosa”.
Malnati ha ricordato come sia una scelta oltre che dannosa per la tutela culturale, antistorica, perchè Santa Sofia è stata “per più di mille anni chiesa cristiana” e l’edificio fu “realizzato per il culto cristiano dall’imperatore cristiano Giustiniano”.

Santa Sofia rimase cristiana fino al 28 maggio 1453, quando Mehmet II conquistò Costantinopoli e umiliò Santa Sofia trasformandola in una moschea; forse in disprezzo alla sua stessa eredità, argomenta Malnati, perchè “sua madre era cristiana-serbo ortodossa”.
“La scelta di Erdogan – secondo Malnati – “che si richiama sovente alle gesta del sultano Mehmet II, indicando così di volersi smarcare dalla laicità di Atatürk, è un messaggio per l’occidente e per gli stessi Paesi islamici di integralismo ideologico che non va certo nella direzione di una società politica tollerante e di una tensione internazionale rispettosa di culture e spiritualità plurali”.

L’islamizzazione in atto non ha riscosso grande successo in Turchia: la nazione soffre il crollo devastante della lira turca che ha già danneggiato le rotte commerciali con lo stesso porto di Trieste, tramite i traghetti; e molti turchi argomentano che la conversione a moschea porterà a perdere gli introiti del museo, uno dei più visitati di Costantinopoli.
Il famoso attore turco Orhan Pamuk, “star” del cinema locale, ha spiegato che la decisione umilia quella “laicità” della quale i turchi erano sempre stati orgogliosi, a confronto con altre nazioni a religione musulmana: “Ci sono milioni di turchi laici che come il sottoscritto stanno protestando contro questa scelta, ma le loro voci non trovano spazio” ha detto alla BBC.

[z.s.]

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