01.07.2020 – 08.08 – Nonostante la filiera logistica abbia svolto un ruolo chiave durante i tre mesi di lockdown, garantendo, attraverso il funzionamento dei porti, delle ferrovie e degli autotrasporti, un flusso ininterrotto di beni essenziali, tutti e tre i settori hanno ricevuto scarsa attenzione dal governo: i lavoratori marittimi sono stati abbandonati in tutta Europa, mentre il decreto legge “Cura Italia” approntava misure insufficienti per supportare la portualità.
A giugno inoltrato, è la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, a promettere ulteriori interventi di supporto, attraverso un’intervista sulla rivista della Guardia Costiera .
“Sono fermamente convinta del ruolo strategico della nostra logistica per la ripresa del Paese e dell’importanza fondamentale che assumeranno i nostri porti, non solo come punto di arrivo delle merci ma come catalizzatori di investimenti per le infrastrutture, materiali ed immateriali, oltre che per l’intermodalità. Stiamo lavorando moltissimo per rendere ancora più competitivi i nostri scali marittimi con importanti investimenti, avanzati processi di digitalizzazione delle procedure portuali e incentivi alla realizzazione dell’ultimo miglio“.
“Il futuro del nostro Paese sta nell’economia del mare – spiega De Micheli – La sfida che ora ci attende è la ripartenza: conciliare il diritto alla salute con quello alla mobilità. È questo l’obiettivo delle nostre scelte per il trasporto e delle misure di sostegno al sistema produttivo”.
[z.s.]


