21.07.2020 – 17.15 – “Rafforzare e tutelare il patrimonio statuario, monumentale, storico, artistico e culturale della Regione Friuli Venezia Giulia e delle comunità che la abitano, proseguire nelle azioni, anche educative e didattiche, volte alla scoperta della bellezza del patrimonio del quale è ricca la nostra Regione e chiedere, nelle interlocuzioni con il Governo, che venga inasprito l’apparato sanzionatorio, anche mediante l’aggravamento delle pene, a fronte di condotte atte a danneggiare e distruggere, monumenti, statue, opere artistiche, come pure edifici e manufatti di interesse storico, culturale e architettonico. Sono questi gli obiettivi della mozione che ho presentato”.
Lo scrive in una nota il capogruppo della Lega, Mauro Bordin, primo firmatario della mozione contro “la distruzione di statue e monumenti e a favore della tutela del patrimonio storico, culturale, artistico e religioso delle Comunità regionali e nazionali”.
“L’Italia nel corso della sua storia ha visto svilupparsi, accanto anche ad un pluralismo linguistico ed espressivo unico, tesori e beni culturali, materiali e immateriali, propri di ciascun territorio e di ogni Comunità, al punto di essere definita “un museo a cielo aperto”. Purtroppo –continua l’esponente della Lega- sta avendo luogo, nel mondo, e, in parte, anche in Italia, una cieca furia iconoclasta secondo la perniciosa idea che il passato, anche quand’anche doloroso, si cancelli demolendo o deturpando opere d’arte o monumenti anche solo astrattamente riconducibili ad atti o a pensieri che oggi ognuno non esiterebbe a definire odiosi e aberranti, in ragione del patrimonio giuridico e culturale che, fortunatamente, abbiamo ereditato”.
Il consigliere della Lega ricorda come l’iconoclastia, accompagnata dalla violenza che da essa deriva, allontana dalla comune riflessione e genera contrapposizioni che allontanano dalla ricerca del bene comune e di una efficace lotta alle diseguaglianze.
“La cancellazione di parte della storia e della cultura locale e nazionale, attuata mediante l’attacco al suo patrimonio culturale e storico, alle opere materiali, come a quelle immateriali, è degna –conclude Bordin- delle più ignobili espressioni del totalitarismo, di qualsiasi colore o ispirazione”.
c.s


