Dm Elektron, Fedriga “Serve chiarezza: Regione non può sostituirsi a dialogo fra le parti”

16.07.2020 – 08.30.- La Dm Elektron, che produce forniture elettriche e occupa attualmente 65 lavoratori a Buja, versa in una situazione di crisi che è stata accentuata dall’emergenza pandemica. Lo stabilimento friulano al momento non ha nuove commesse per riprendere la produzione, in un settore che segna un forte contrazione a livello generale, né è in grado di dare corso al nuovo piano industriale o di fornire indicazioni precise sui tempi di un eventuale riavvio. Questo quanto esposto dalla proprietà, nella persona di Dario Melchior, nel corso del tavolo tra la parte datoriale e le organizzazione sindacali dell’azienda, convocato a Trieste nel Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, con il governatore Massimiliano Fedriga e gli assessori alle Attività Produttive e al Lavoro, Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen.
Da parte dei rappresentanti dei lavoratori à stata manifestata la preoccupazione per l’impatto sociale di un’eventuale chiusura della fabbrica ed è stata reiterata la richiesta di rilanciare l’impianto di Buja, impianto gravato, a loro avviso, da una mancata progettualità che dipende anche dal trasferimento di risorse aziendali in Romania al fine di ridurre il costo del lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno puntato il dito sui finanziamenti regionali che Dm Elektron ha ricevuto negli anni. “Finanziamenti che però, a seguito delle verifiche fatte” ha chiarito Bini “sono stati utilizzati in maniera corretta secondo le normative vigenti”.

L’Amministrazione regionale ha avuto e avrà un’attenzione forte e costante sulla situazione di Dm Elektron” ha affermato Fedriga, ma non può sostituirsi al dialogo tra le parti e ha bisogno che sulle prospettive dell’azienda ci sia chiarezza per poter operare nel suo ruolo con la massima cognizione di causa”.
“Abbiamo tenuto costantemente monitorata la situazione di Dm Elektron dal 2018 a oggi, dando corso a una mezza dozzina di incontri”, ha rammentato Bini. “In questo frangente” ha aggiunto Rosolen “ci sono però aspetti legati a un’eventuale ripartenza che azienda e rappresentanti sindacali devono approfondire in un negoziato scevro da interferenze“. “Una volta fissate posizioni e disponibilità delle parti” hanno concluso gli assessori “la Regione sarà pronta a inaugurare un percorso con i propri strumenti”.

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