12.07.2020 – 09.13 – Il Friuli Venezia Giulia, regione “fragile” causa una popolazione assai anziana, specie nella provincia di Trieste, annovera un gran numero di badanti regolari, attorno alle 13mila; per lo più straniere provenienti rispettivamente dalla Romania, Serbia, Ucraina e Moldavia. Si tratta pertanto di paesi al di fuori dell’ombrello sanitario dell’Unione Europea e come tali passibili di contagio da Coronavirus. Come si è già fatto nel caso della comunità bengalese di Monfalcone, la Regione si prepara pertanto a sottoporre a tampone le badanti rientrate nelle ultime settimane; oltre ad accertare personalmente se stiano rispettando l’obbligatorio isolamento fiduciario di 14 giorni.
Il Friuli Venezia Giulia pertanto “tamponerà” molte delle collaboratrici domestiche ritornate in Regione, attraverso una collaborazione incrociata tra i distretti sanitari, gli ambiti sociali dei singoli enti e i medici di base.
“Il protocollo della rete territoriale – ha osservato il vicepresidente con delega alla salute, Riccardo Riccardi – sta funzionando per Monfalcone, ma ovviamente il problema riguarda tutto il FVG e stiamo lavorando per estenderlo in modo da effettuare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario. L’intercettazione di eventuali casi è particolarmente delicata per arrivi irregolari e per alcune categorie di persone, come ad esempio coloro che lavorano nel settore dei servizi alla persona: il ruolo dei Comuni e delle associazioni datoriali sarà fondamentale”.
Ovviamente, nel caso delle collaboratrici domestiche, la fetta delle 13mila regolari è solo una ridotta percentuale della vasta massa di badanti che lavora in nero; su queste persone permane l’incognita se stiano rispettando o meno l’isolamento fiduciario.
Una questione necessariamente correlata a come le collaboratrici lavorino poi a stretto contatto proprio con quei soggetti più vulnerabili al Coronavirus, in primis gli anziani con pluripatologie.
[z.s.]


