Trieste e Udine, cala il prezzo degli alimenti: ma è una buona notizia?

28.07.2020 – 10.25 – L’Istat ha recentemente rilasciato i dati relativi all’evoluzione dei prezzi al consumo a giugno, che fotografano l’andamento del “carrello della spesa” durante la delicata fase delle progressive riaperture, avvenuta il mese scorso.
L’Istituto Nazionale di Statistica misura ogni mese l’andamento dei prezzi sulla base del costo dei beni contenuti nel cosiddetto “Paniere Istat” che è un lungo elenco, aggiornato annualmente, dei prodotti che si ritiene siano acquistati maggiormente dalle famiglie. Tale stima permette di tenere sotto osservazione l’andamento dell’inflazione, ovvero l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.

Tra questi dati spicca quello sull’andamento del costo di alcolici e alimenti che sono calati dello 0,9 per cento sia a Trieste che a Udine, in controtendenza col dato nazionale dove invece si è registrato un aumento dello 0,1 per cento.
Tra gli altri dati, emerge che durante il mese scorso, a Trieste, è calato il prezzo delle comunicazioni dello 0,7 per cento, mentre il costo di abbigliamento e calzature è declinato di mezzo punto percentuale.
Per quanto riguarda invece l’andamento tendenziale, ovvero la variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’aumento maggiore si registra alla voce concernente i prodotti alimentari e bevande analcoliche, che ha registrato una crescita del 4,4 per cento, seguono le bevande alcoliche e i tabacchi con un più 2 per cento e i servizi sanitari e le spese per la salute cresciuti poco meno dell’1 per cento. Calano invece i prezzi dei trasporti di quasi il 5 per cento; le abitazioni, l’acqua, l’elettricità e altri combustibili con un meno 4,3 per cento, le comunicazioni con un declino del 2,3 per cento e i servizi ricettivi e di ristorazione di poco meno del 2 per cento.

A Udine, invece, sono calati i prezzi dei generi alimentari e degli alcolici di quasi un punto percentuale, mentre quelli delle comunicazioni sono diminuiti dello 0,7 per cento, infine il costo dei tabacchi è diminuito di poco meno di mezzo punto.
Per quanto concerne la variazione rispetto allo stesso periodo del 2019, la riduzione maggiore si registra nella categoria: “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” che è scesa di poco meno del 6 per cento, seguono i Trasporti con un calo di poco superiore al 5 per cento e le comunicazioni ridottesi del 2,3 per cento. In aumento, invece, gli scontrini per, tra gli altri, i prodotti alimentari e le bevande analcoliche di poco meno del 2 per cento, le bevande alcoliche e tabacchi del 1,8 per cento e, infine, l’abbigliamento e le calzature di poco più del 1 per cento.

Se i prezzi fermi di Trieste e la leggerissima crescita a Udine possono sembrare un’ottima notizia, visto i risparmi che comportano per le famiglie in questo momento delicato, in realtà se si dovesse prolungare nel tempo sarebbe una pessima notizia perché subentrerebbe la deflazione. Ovvero, i consumatori ritarderebbero gli acquisti che intendono fare perché si aspettano dei ribassi che arriverebbero e ciò li spingerebbe ad aspettare ancora, producendo ulteriori cali e provocando quindi una corsa verso il basso che risulterebbe insostenibile per molte imprese, le quali faticherebbero ad adattarsi e si ritroverebbero costrette a fare tagli o a chiudere facendo uscire così ulteriori persone dal mercato per carenza di denaro.
Auspicabilmente, i saldi iniziati da poco faranno aumentare i consumi così da sostenere i prezzi e l’economia in generale.

a.z

Ultime notizie

Dello stesso autore