Zalukar (Misto): “L’ampiezza dell’epidemia negli ospedali triestini resta un segreto”

08.06.2020 – 15.05 – “A Trieste una quota molto rilevante dei contagi da Coronavirus ha riguardato medici, infermieri ed OSS  dell’Azienda sanitaria, che evidentemente hanno contratto l’infezione in ospedale o nei servizi di assistenza territoriali.
Ma i dati ufficiali conteggiano solo il personale a rapporto di lavoro dipendente infettatosi in ospedale  e non già tutti gli altri gli operatori di Cooperative, ONLUS e associazioni che lavorano in convenzione con l’azienda ospedaliera. E neppure sono stati conteggiati i familiari degli operatori sanitari che da questi sono stati a loro volta infettati”. A scriverlo in una nota il Consigliere regionale del Gruppo Misto Walter Zalukar.
“E nessuno sa quanti dei pazienti  ricoverati negli ospedali cittadini si è infettato proprio durante il ricovero. Sono decine, centinaia?  Non si sa perché tutto è avvolto nella massima segretezza.
I dati dovrebbero invece essere resi pubblici nella loro totalità per consentire ai cittadini di conoscere il reale evolversi dell’epidemia e anche per consentire l’elaborazione dei dati da parte dei ricercatori indipendenti”.
“Ho interrogato la Giunta regionale per conoscere i dati completi relativi a tutti i contagi COVID-19 negli ospedali dell’Azienda sanitaria triestina di medici, infermieri e di tutti gli altri lavoratori sia dipendenti, che convenzionati, dei loro familiari ed infine dei pazienti che hanno contratto l’infezione durante il ricovero ospedaliero.
L’interrogazione è del 29 maggio scorso, ma nonostante l’attualità e importanza della questione a tutt’oggi da Assessore e Giunta il silenzio è totale”.
L’ampiezza dell’epidemia negli ospedali triestini resta un segreto.
Si nascondono i dati e poi ci si lamenta se Austria e Slovenia non aprono le frontiere? Se i turisti stranieri disertano le nostre spiagge?
La prima fondamentale arma per contenere il rischio  è sapere dove il virus si manifesta. Se tutto ciò è secretato che fiducia possiamo offrire?”
c.s