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domenica, 2 Ottobre 2022

Contagi in Croazia e Bosnia, Fedriga: “Chiediamo senso di responsabilità”

30.06.2020 – 12.45 – I recenti numeri relativi ai contagi da Coronavirus in alcune aree della Croazia e della Bosnia ed Erzegovina hanno allarmato i paesi limitrofi, sollevando non poche preoccupazioni anche nelle aree non confinanti ma comunque molto vicine, come il Friuli Venezia Giulia. Sul tema si è espresso il governatore Massimiliano Fedriga, intervenendo oggi su Ansa Friuli Venezia Giulia e ieri sull’emittente locale Telequattro, dicendosi preoccupato in particolare per quanto riguarda la virulenza del virus stesso, con il rischio di “ondate di ritorno” con “situazioni che non sono esclusivamente di positivi con un po’ di sintomi o asintomatici. Abbiamo avuto un caso” ha spiegato “di un cittadino residente in Friuli Venezia Giulia che è andato in Bosnia per motivi privati ed è tornato positivo con polmonite. Non vedevamo casi di Covid-19 con polmonite da aprile“.

“Ho segnalato questa criticità al governo” ha proseguito, ribadendo come, al pari di quanto fatto dal Friuli Venezia Giulia e più in generale dall’Italia nel momento del picco, intervenendo con un lockdown molto forte e facendo quindi da “cuscinetto” nella diffusione del virus nei paesi limitrofi, “ogni paese abbia il dovere di contenere il virus e non farlo propagare in altri paesi. Altrimenti secondo me” ha aggiunto “anche noi dovremmo prendere delle misure per tutelare la salute dei nostri cittadini e l’economia”.

Chiediamo lo stesso senso di responsabilità dagli altri paesi” ha continuato “non è possibile che ci siano paesi che dicano che va tutto bene semplicemente per un’opportunità di carattere turistico”. Il governatore ha quindi riportato l’esempio della Germania che, nel caso di nuovi focolai “chiude un’area molto limitata, controllando quell’area e bloccando le persone positive” che da li potrebbero spostarsi. “Cosi dovrebbero fare anche quei paesi” ha aggiunto riferendosi alle nazioni in cui è stato registrato un aumento dei contagi “perché sennò rischiamo di avere un flusso di ritorno di un virus forte”.

Una scelta, ha spiegato il governatore, che tornerebbe utile anche dal punto di vista del turismo “perché se la cosa si espande la gente non andrà più in quei paesi. Quindi” ha concluso “che ci sia una seria reazione all’aumento dei contagi”.

 

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