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venerdì, 2 Dicembre 2022

“Caro Ursus…” Lino Guanciale scrive una lettera al ‘gigante di ferro’

15.06.2020 – 14.52 – Correva il 3 marzo 2011 quando, “incoraggiata” dalle raffiche della Bora, la gru Ursus prendeva il largo, recuperata in extremis dai rimorchiatori prima di venire inghiottita dal mare. Uno dei tanti aneddoti di una gru parte integrante della storia cittadina e la quale, a suo modo, continua a far storia; basti pensare agli oltre 200 giorni trascorsi a bordo da parte di Marcello Di Finizio, tra il disinteresse (e la stanchezza) della popolazione triestina.
Proprio lo scorso 14 marzo 2020, in pieno lockdown, il “gigante di ferro” aveva iniziato a imbarcare acqua a causa di una falla, inclinandosi pericolosamente; nuovamente soccorsa, la gru era stata poi spostata nel Cantiere San Marco di Trieste per un restauro a lungo rinviato. E nella sua attesa, è l’attore Lino Guanciale a scrivere un’immaginaria lettera alla gru per i canali Social del Porto di Trieste, impegnati da tempo in una missione culturale unica nel panorama portuale. Guanciale, a detta di tanti “triestino d’adozione” per l’affetto dimostrato alla città giuliana, si augura di tornare presto a Trieste. La lettera è scherzosa, ma presenta anche argomenti seri: dalla tutela del patrimonio dell’archeologia industriale triestina, allo stato disastrato dell’industria dello spettacolo, ora più mai in crisi.

Caro Ursus, non ti scrivo, ma ti mando un messaggio.
So che sei stato portato in clinica, che ti stanno rifacendo “bello” e che il frutto di questi lavori sarà che molte persone avranno il piacere e l’onore di visitarti e partecipare della tua storia come d’altronde è toccato a me. Alcuni dei più bei ricordi di Trieste sono legati a te, al fatto che praticamente entrambe le stagioni della Porta Rossa si siano chiuse per me con le riprese sulle tue più alte staffe; il regalo che tu hai fatto a me, di poter abbracciare con uno sguardo l’intera città e il mare che l’avvolge e la corteggia, è senza prezzo.

Dall’ultima serata de La Porta Rossa 2, alle ultime serate de La Porta Rossa 1, tutto ha seguito, diciamo così, il tuo “marchio”… Immarcescibile. Ti ho dato dell’immarcescibile, caro Ursus. Tienine conto quando tornerai a casa e ti toccherà riavermi tra le tue braccia. Che tu mi tratti sempre con la stessa benevolenza; questo ti chiedo e spero proprio di tornare prestissimo a Trieste per il teatro o per le riprese del capitolo terzo della saga. Anche perché tornare da te significherebbe che abbiamo ricominciato. E noi tutti lavoratori del settore in questo momento così complicato veramente aspettiamo soltanto questo. Di farlo con la massima sicurezza e con l’impegno che solitamente ci mettiamo.
E tu? Insomma stacci vicino come noi a te.

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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