30.06.2020 – 07.00 – In questo tempo di riabilitazione al post quarantena, stiamo cercando di capire quale direzione prendere, seguendo troppo poco il codice del nostro “sentire” e affidandoci troppo spesso alle direttive che ci vengono assegnate. Una sensazione costante di dislocamento interiore, una percezione che la nostra quotidianità non ci appartenga più come prima, spalancano le porte al contrasto: abbiamo paura o abbiamo voglia di vivere?
Ancora una volta, la pittura di Paolo Cervi Kervischer ci parlerà, ma soprattutto ci guiderà verso lidi spesso scomodi da scoprire, ma necessari da capire. Lo farà con la delicatezza di un nuovo linguaggio creato attraverso l’arte, dove ombre e colori di corpi indefiniti si fonderanno per indicarci il nostro qui ed ora dentro una dimensione travagliata e disorientata, dalla quale però è possibile trovare la via verso la luce. Il colore.
Venerdì 3 luglio 2020, si apre la mostra Love or Fear? What do you feel? a Firenze, presso lo Studio Bong in via di Calimaruzza 10/r, vicino a Piazza della Signoria, dove verranno inaugurati quadri di Paolo Cervi Kervischer con musica dal vivo, a cura di Elisabetta Zerial. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio del 2020.
In un momento storico di traballamento economico, democratico e sociale, l’arte ha il coraggio di esprimere l’evidenza del nostro vivere e ce lo rende chiaro, palpabile e inevitabile. Ogni corpo disegnato in mostra, rappresenta ognuno di noi incastrato dentro un frastaglio di colori, tutti sovrapposti e spesso accecanti. Noi, a forma di ombra, abbiamo il compito di fermarci e attivare la vista, il senso oggi più richiesto per poter osservare e non più soltanto vedere, per riuscire a ri-conoscere la portata di ogni colore e la luce che possiamo sfruttare per ritrovare la nostra centratura.
Paolo Cervi Kervischer continua a lottare per aprire gli occhi alla società con la sua pittura determinata e stoica, con eleganza e senza supponenza. Ci accoglie nella sua arte e ci rende partecipi di un movimento che riguarda tutti allo stesso modo, artista compreso. Cervi Kervischer vede il perdersi del sentimento a favore della “ratio”, capisce il bisogno che abbiamo di riprenderci il nostro tempo e di poterlo condividere con i nostri simili in un atto di amore.
L’amore, quindi, non è più inteso nella dimensione dell’eros, bensì in un gesto di apertura totale verso gli altri e, di conseguenza, verso se stessi. Ogni ombra attraversa lo sciame di colori per ritornare a splendere, ma per farlo ha bisogno di camminare, di scoprire il percorso dentro ogni cosa attraverso il sentimento, dimenticando la ratio che ci vuole tutti dogmatici e predefiniti, e quindi terribilmente impauriti. Cosa vogliamo sentire, allora? Amore o paura?
f.s



