Porto di Trieste, Zeno D’Agostino dichiarato decaduto per incompatibilità. Surreale decisione dell’Anac

04.06.2020 – 21.28 – La notizia della decisione di incompatibilità, e quindi della decadenza di Zeno D’Agostino dal suo ruolo di presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, i porti di Trieste e Monfalcone, è di quelle da serie televisiva distopica: D’Agostino, che detiene questo ruolo dal 2016, non potrebbe farlo perché è presidente, dal 2015, anche di Trieste Terminal Passeggeri, nella quale l’Autorità portuale stessa ha una partecipazione (a latere, in una diretta, il Prefetto di Trieste Valerio Valenti ha sottolineato che D’Agostino decadrebbe dalla carica di presidente di TTP, Terminal Passeggeri, e non di presidente dell’Autorità Portuale; aspetti ancora da chiarire in via definitiva). Di questo, comunque, l’Anac o Autorità nazionale anticorruzione, emanazione della legge Severino del 2012, reduce dal suo evento streaming per la sesta giornata nazionale di incontro con i Responsabili per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, si accorge ora, dopo cinque anni: una strana concomitanza di tempi che segue di poche ore la richiesta dell’opposizione in Consiglio Regionale di un chiarimento sulla questione dei punti franchi, nuovamente dormiente dopo le speranze di sblocco di due anni fa, o un ritardo incomprensibile. L’Anac, come autorità amministrativa con compiti di tutela dell’integrità, controllo e contrasto della corruzione, dovrebbe avere una funzione preventiva piuttosto che repressiva, secondo i suoi principi; ha iniziato però i suoi anni di attività in modo piuttosto travagliato, e dopo la nomina da parte del governo di Matteo Renzi di Raffaele Cantone, Cantone stesso, in disaccordo con Giuseppe Conte, si è dimesso, e l’ente è ora retto da ottobre 2019 ad interim da Francesco Merloni, nato nel 1947, professore di diritto ordinario amministrativo all’Università di Perugia. Ruoli e contesti molto lontani da quelli legati alla realtà e fiorente attività del porto del capoluogo giuliano, che sotto la guida di Zeno D’Agostino, presidente molto amato dai triestini – la professionalità e capacità del quale è stata riconosciuta da tutte le parti politiche cittadine e della Regione Friuli Venezia Giulia – è diventato uno scalo di punta nello scenario economico europeo (fra i primi 10) ed è proiettato verso un futuro di ulteriore rilancio che la città, dopo decenni di passività precedente, sembrava aver dimenticato.

D’Agostino avrebbe concluso il suo mandato a novembre; se la situazione non dovesse venire al più presto chiarita, ed è quello che è stato immediatamente auspicato e richiesto da Francesco Russo, che ha coinvolto il Ministro per le infrastrutture Paola De Micheli e il Sindaco Roberto Dipiazza, e Debora Serracchiani del Partito Democratico (via via stanno arrivando messaggi di solidarietà e richiesta di chiarimenti da parte di tutte le forze politiche, e un ricorso urgente al Tar con la richiesta di sospensione della misura è in fase di preparazione), per Trieste si aprirebbe uno scenario di congelamento delle opportunità di sviluppo dei traffici proprio in una fase nella quale la città si trova a subire direttamente l’impatto del Covid-19 in termini di cancellazione della totalità degli introiti turistici per quest’anno. Con, in aggiunta, ventilate ipotesi di non validità degli accordi sottoscritti, anche a livello internazionale, dal 2016 a oggi: una ghigliottina che minaccia ora di calare non tanto sugli accordi per la Nuova Via della Seta, rimasti per ora a livello di pre-intesa, ma sulla collaborazione con l’Ungheria e con i porti della Germania e nord Europa, e sulle attività già avviate di logistica e infrastrutture ferroviarie, cardine anche delle attività di riqualificazione dell’area della Ferriera di Servola e di ricollocazione della forza lavoro. A Zeno D’Agostino è giunta immediata solidarietà anche dal governatore Massimiliano Fedriga e dal Ministro per lo sviluppo economico, Stefano Patuanelli: “Non è pensabile che Zeno D’Agostino non sia più presidente”, ha dichiarato poco fa Patuanelli. Una situazione surreale, da stanza dei bottoni d’altri tempi dove, in sottofondo, fra personaggi in marsina, si balla la musica descritta da Tomasi di Lampedusa.

[r.s.]

Roberto Srelz
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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