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domenica, 25 Settembre 2022

Volare in sicurezza? Difficile applicare le indicazioni sanitarie

15.05.2020 – 07.30 – Si ricomincia a parlare di voli e viaggi, ma restano molti i dubbi su come questi possano essere organizzati in sicurezza e dove siano le zone più a rischio durante il volo.
Il virologo Fabrizio Pregliasco, interpellato dall’AdnKronos, sottolinea che “un certo rischio c’è nelle due file davanti e nelle due dietro” rispetto al sedile della persona contagiosa.
Un’opinione che ricalca le linee guida delle autorità sanitarie, a partire dal Centro americano per la prevenzione e il controllo delle malattie. Uno studio della Pennsylvania State University e della Emory University stima che chi si trova seduto nella fila davanti o in quella dietro ha l’80-100% di possibilità di farsi infettare.

Applicando però tutte le misure necessarie a scongiurare il contagio si stima però che in un aereo usato per i voli nazionali ed europei dovrebbero salire non più di 20-22 persone contro i 186-189 sedili.
Insomma non si tratterebbe soltanto di lasciare il posto centrale vuoto, idea peraltro bocciata anche dalla Iata, la principale associazione internazionale delle compagnie aeree.
C’è, più di tutti gli altri aspetti, la questione economica: i vettori, fatti i calcoli, dovrebbero sempre volare in perdita.
O, se vogliamo considerare le low cost, dovrebbero aumentare il costo del biglietto del 720%, rispetto alla tariffa media del 2019, per coprire almeno i costi operativi, stando a un’analisi del Corriere sui bilanci delle società.

[Fonte Corriere della Sera]

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