Stagno di Banne e apiario devastati. La natura in lutto.

12.05.20-10.00- “Questo periodo servirà ad unirci e tornare ad apprezzare i veri valori della vita” questa è la convinzione che avevamo fino a poco fa. Convinzione da non perdere, anche se, di fronte a certi gesti, rischia di tramutarsi in ‘vana’ speranza. Fortunatamente si tratta di casi isolati ma non è facile restare troppo ottimisti di fronte al devasto dello stagno di Banne e dell’apiario in provincia di Gorizia. Lo stagno di Banne o “Stari Kal” in via di Basovizza è uno stagno artificiale, uno dei più antichi del Carso, e fino a pochi giorni fa era un oasi di tranquillità e silenzio che raccoglieva girini, tritoni, bisce dal collare, api e lumache. Ad oggi, però, sono tutti morti. Una scena orribile quella che si è trovata di fronte domenica mattina la Forestale di Trieste. Il naturista Nicola Bressi, recatosi sul posto in giornata, ha confermato, come riportato da Il Piccolo, che il fenomeno purtroppo non è dovuto a cause naturali ma probabilmente ad un versamento di liquami tossici oppure oli esausti. Nella zona anche l’odore risulta sgradevole. L’esito delle analisi dell’Arpa Fvg arriverà tra un paio di giorni e nel frattempo l’area è stata transennata. All’incirca duecento le api trovate a galleggiare senza vita ‘sull’acqua’. Non si è capito cosa sia successo nè quando: sembra che già attorno a venerdì 8 maggio, alcune persone che si sono recate sul posto abbiamo notato una patina opaca sopra lo specchio d’acqua. Lo stagno era stato ripulito da poco, a fine aprile all’incirca.

Un altro atto vile è avvenuto questa notte a San Lorenzo Isontino. Ignoti hanno appiccato un incendio doloso in un apiario uccidendo circa 2 milioni di api che vivevano all’interno di 21 arnie. Un danno ambientale ed economico enorme. Per la parte economica, si parla di circa 15mila euro di danno ma è la parte ambientale e civile che lascia interdetti. I malintenzionati hanno chiuso i fori delle arnie e poi hanno posizionato 21 fascine come innesco per bruciarle vive. Le api, si sa, sono a rischio estinzione, la mancata impollinazione porta ad un danno grande ambientale che riguarda tutti noi. Sul posto i Vigili del fuoco. Sull’assurdo gesto indagano i carabinieri di San Lorenzo. La notizia è stata divulgata sui social per aiutare a trovare gli artefici di questo tremendo atto e poterli poi denunciare alle autorità.

Michela Porta

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