15.05.20-10.10- Il musicista Ezio Bosso si è spento a soli 48 anni nella giornata di oggi nella sua casa a Bologna. La notizia è stata data dal Corriere della Sera. Direttore d’orchestra, compositore e pianista, da anni soffriva di una malattia neurodegenerativa ma ciò non lo aveva impedito di continuare a suonare, diventando uno dei nomi più noti e rispettati nel panorama musicale italiano. Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971 e all’età di sedici anni esordisce come solista in Francia e incomincia a girare le orchestre europee. È l’incontro con Ludwig Streicher a segnare la svolta della sua carriera artistica. Nel 2011 subisce un intervento per l’asportazione di una neoplasia ed è anche colpito da una sindrome autoimmune. Il grande pubblico italiano lo ha “scoperto” definitivamente con la sua apparizione al Festival di Sanremo come ospite d’onore. ln quell’occasione, la sua determinazione, il suo atteggiamento propositivo e la sua bravura avevano commosso e incantato i telespettatori che lo avevano sentito eseguire la composizione “Following a Bird” contenuta nell’album “The 12th Room”. Da quel momento, il suo nome fu noto anche a chi non era amante della musica classica. Nel 2019, a causa del peggioramento della sua malattia, è stato costretto a sospendere la sua attività di pianista.
Nella sua carriera ha ricevuto due nomination al David di Donatello per le musiche di “Io non ho paura” (2004) e “Il ragazzo invisibile” (2015) e ha vinto svariati riconoscimenti, tra i quali nel 2006 il Critic and audience choice for best music al Syracuse festival di New York e il The Green Room Awards nel 2010.
A Trieste era stato direttore del Teatro Verdi dall’1 ottobre 2017 al 14 giugno 2018.
Gli è stata conferita la cittadinanza onoraria presso il comune di Gualtieri per la sua vicinanza al loro teatro e il suo supporto durante il terremoto e nel comune di Acireale.
L’ultimo lavoro di Ezio Bosso è stato “Grazie Claudio”, un omaggio a Claudio Abbado. Fu proprio lui, infatti, a dirigere il concerto evento dell’Associazione Mozart14, per la quale dal 2017 il pianista era diventato testimone e ambasciatore internazionale.
Aveva ribadito più volte che il suo ‘motto’ era quello di essere leggeri, prendersi in giro, cosa seria per affrontare bene la vita. Inoltre poco tempo fa aveva sottolineato: “L’arte e la bellezza sono contagiose: così cambieremo il mondo”.
Ezio Bosso verrà ricordato per il suo grande talento, per il suo sorriso e per la sua grande passione, trasformata in lavoro, per la musica. Passione che ha continuato a coltivare fino all’ultimo, sfidando ogni sorta di male che, forse proprio grazie ad essa, poteva risultare meno grande, meno definitivo.
Per la serata evento nataliza narrata da lui stesso, “Che storia è la musica”, aveva spiegato: “La musica ci cambia la vita e ci salva. Le persone che vengono ospiti da me, entrano da personaggi e escono da persone. La bacchetta mi aiuta a mascherare il dolore e non è una cosa da poco”.
Michela Porta


