Perché a Trieste non si è scelto Ospedale unico per malati Covid? L’interrogazione di Zalukar

07.05.2020 – 18.30 – “Nell’ultima sessione del Consiglio regionale ho interrogato la Giunta sui motivi della scelta -operata dall’Assessorato e da Asugi– che ha portato Trieste a non avere un ospedale dedicato esclusivamente ai malati COVID, secondo quanto indicato dal Ministero della Salute, ma due ospedali COVID, il Maggiore e Cattinara.
L’indicazione ministeriale nasce dall’esigenza di limitare il contagio negli ospedali affinché questi possano continuare nelle loro funzioni di cura anche delle altre malattie.
L’Assessore alla Salute ha esposto le sue ragioni spiegando che solo l’ospedale di Cattinara possedeva le caratteristiche tecniche per garantire cure adeguate ai pazienti COVID bisognosi di alta e media intensità di cura ed ha altresì illustrato l’incremento di posti letto di terapia intensiva, infettivologia e pneumologia.”
Queste le parole del Consigliere regionale, del Gruppo Misto, Walter Zalukar.
“Le argomentazioni non sono sembrate convincenti. La ratio della mia interrogazione era quella di sottolineare l’importanza di avere un sede ospedaliera libera da COVID-19, per poter curare tutti gli altri malati in sufficienti condizioni di sicurezza dal contagio. Non contesto l’incremento dei posti letto nelle diverse specialità, ma il luogo dove i pazienti COVID vengono curati. A mio dire, e credo di conoscere piuttosto bene le due sedi ospedaliere, era più semplice e certamente molto meno oneroso fare del Maggiore un ospedale COVID e lasciare Cattinara COVID free”.
“Del resto, se i consiglieri e i tecnici di cui si avvale l’Assessore sono gli stessi che hanno proposto la nave lazzaretto, noto una certa coerenza di operato.
Come Consigliere regionale ho il diritto-dovere di chiedere e, almeno questa volta, mi è stato risposto – sottolinea Zalukar in una nota – Cionondimeno, a supporto della mia opinione sembra ci siano le numerose infezioni COVID avvenute in ambito ospedaliero e che, dovesse perdurare la scelta dell’Assessore, rischiano di continuare qualora ci sia una recrudescenza del virus”.
“Per aver esercitato il mio diritto-dovere sono stato querelato per diffamazione aggravata e procurato allarme dai vertici di Asugi, nominati dalla Giunta regionale.
Ho fatto presente, in Aula, che quanto da me affermato è stato ribadito proprio nella risposta dell’Assessore, ma a questo punto il Presidente Fedriga  ha stigmatizzato l’ aver portato in Aula una questione giudiziaria personale. Ebbene, non sono certo io ad utilizzare gli enti strumentali della Regione (Asugi) come arieti per colpire un Consigliere regionale che opera nell’esercizio del suo mandato. Che alle questioni politiche la Giunta risponda nelle sedi politiche, in Consiglio, in Commissione, con coraggio e senza nascondersi dietro allo scudo di una querela operata da un Ente i cui vertici sono di nomina della Giunta stessa”.

Zalukar fa sapere di aver presentato una interrogazione alla Giunta in merito al fabbisogno di posti letto per ospiti Covid positivi.
“Lo scorso 17 aprile – ricorda Zalukar – è apparsa sulla stampa la prima notizia della nave-ospedale destinata a 150 ospiti Covid positivi, secondo le stime dell’assessorato, provenienti dalle case di riposo promiscue molte delle quali impossibilitate a distinguere tra spazi Covid e no Covid“.
“Il ‘Piano per le residenze per anziani e disabili in risposta all’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2′ di ASUGI, nella versione del 22 aprile – osserva il consigliere -, prevede un fabbisogno di circa 160-180 posti letto per almeno sei mesi, previsione che poggia sulla base dei risultati delle ultime campagne di tamponi a ospiti anche asintomatici delle case di riposo”.

“Le stime dell’assessorato del 17 aprile collimano quasi perfettamente con il fabbisogno rilevato da ASUGI ed entrambi i numeri sembrano coincidere con i posti di degenza ricavabili dalla nave-ospedale” sottolinea Zalukar.
“Ritengo – afferma il consigliere – che simili convergenze devono per forza essere frutto di un modello innovativo di calcolo predittivo, i cui parametri sarebbe utile diffondere alla comunità scientifica e non solo. Modelli capaci di predire il perfetto incontro tra domanda di salute (bisogno di posti letto), offerta di salute (posti letti a disposizione), e disponibilità del provider sul lato offerta, potrebbero essere innovativi in altri settori dell’economia“.

“Anche se detto modello – evidenzia Zalukar – sembra avere un’unica pecca, ossia non tener conto della variabile P (Prezzo), o la suppone infinita”.
“Ho quindi ritenuto di interrogare la Giunta – conclude Zalukar – per conoscere quale modello predittivo di calcolo abbia adottato ASUGI per addivenire ad un calcolo del fabbisogno così preciso e stabile nel tempo, ma anche quale sarebbe la reazione di questo modello all’introduzione della variabile P (Prezzo) in una valutazione di costo-utilità e di costo-efficacia”.

[c.s]

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