12.05.20 – 07.53 – “Il signor Conte, purtroppo, ha mandato quattro spiccioli: a noi ha dato, sbagliando anche il totale complessivo della popolazione residente, cinque euro pro capite. Logicamente, Monfalcone non è stata soddisfatta, come avevo detto all’inizio, in quanto bisogna calcolare quei 151mila euro su 30mila abitanti, di cui con l’emergenza Covid una buona parte a casa, e tra essi ci sono anche i lavoratori dell’indotto Fincantieri, che non hanno ricevuto ancora nulla. Siamo partiti soddisfacendo coloro che hanno avuto il problema in conseguenza del Covid, quindi. Sono arrivate circa 1800 domande e siamo riusciti a soddisfarne 932. L’abbiamo fatto perchè abbiamo determinato una differenza d’impatto tra coloro che già potevano essere in carico al servizio sociale – che sono quelli per la cui valutazione incide l’ISEE – rispetto a questi, perché anche l’ordinanza della Protezione Civile Nazionale sottolineava la non necessità di utilizzare l’ISEE stesso”. Queste le parole del sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, alla richiesta di estendere la distribuzione dei buoni spesa.
Più precisamente, la richiesta riguarda l’inclusione nella domanda di buoni spesa dei nuclei familiari con ISEE al di sotto dei 10mila euro e la questione del requisito di sola residenza, che va ad escludere i senza fissa dimora e le persone che si trovano in altra regione per motivi di lavoro o di studio. Rete Dasi aveva già affrontato il tema inserendolo in una lettera indirizzata ai sindaci in cui, tra altre, sottolineavano l’effettiva diversità di criteri scelti per discernere i potenziali utilizzatori del servizio dei buoni spesa tra un Comune e l’altro, tra un ambito socio-sanitario e l’altro. Scrivono: “Le disposizioni della Protezione Civile non pongono affatto questo limite e l’invito è pertanto ad estendere tali provvidenze anche a tutti coloro, italiani o stranieri che siano, che di fatto si ritrovano presenti nel territorio comunale e siano in stato di assoluto bisogno”. In effetti l’ordinanza della Protezione Civile non estromette nessuno, parlando di priorità e non esclusione, citando “contributi per nuclei familiari più esposti all’emergenza ed in stato di bisogno (…) con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”.
In risposta al sindaco Cisint, il consigliere d’opposizione Gualtiero Pin, Movimento 5 Stelle, commenta di “non aver avuto la possibilità di controllare i dati ufficiali, che non sono stati trovati neanche sul sito – non è però la prima volta che trovo difficoltà ad avere accesso agli atti – per questo è difficile ribattere senza dati reali alla mano”. Anche a Ronchi dei Legionari i buoni spesa, da 50 euro a persona, non sono stati estesi per ISEE, ma sembra che la situazione faccia ‘ben sperare’ in quanto dei 63mila euro arrivati al Comune ne sono avanzati 33mila che potrebbero quindi essere utilizzati per le persone che percepiscono già un minimo di reddito.
[m.p.]


