17.05.2020 – 19.36 – Il premier Giuseppe Conte ha firmato questo pomeriggio, domenica 17 maggio 2020, il testo definitivo (Dpcm) che consente la (parziale) ripresa della vita sociale degli italiani, a partire dalla riapertura delle attività commerciali del 18 maggio. Il testo è stato approvato solo a seguito di un lungo confronto con le Regioni; secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il governo ha inglobato molte delle linee guida dei governatori.
Per quanto concerne il singolo cittadino rimane in vigore il divieto di assembramenti di qualsiasi tipo; così come l’uso della distanza sociale di 1 metro; e infine l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi e/o affollati.
Scompare l’autocertificazione per gli spostamenti interni alla Regione dal 18 maggio; ma rimane in vigore l’obbligo di giustificare gli spostamenti extraregionali validi per motivi di “salute, lavoro, necessità”. Quest’obbligo scomparirà invece dal 3 giugno; data che segnerà anche la riapertura dei confini. Scompariranno i posti di blocco ai confini tanto dell’Europa “ufficiale” quanto di quella “satellite” al nucleo continentale: pertanto riapriranno i confini dell’Unione Europea, così come dell’area Schengen (compresa la Svizzera), Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.
Da domani, 18 maggio 2020, potranno riaprire bar, ristoranti, pizzerie, negozi, parrucchieri, estetisti, musei e stabilimenti balneari, purché seguano appositi “protocolli di sicurezza”. Con identiche modalità, dal 25 maggio potranno riaprire “palestre, piscine e centri sportivi” e dal 15 giugno “cinema, teatri e centri estivi“.
Tuttavia le date di apertura (ed eventuale chiusura) spetteranno alle singole regioni, le quali dovranno giudicare in autonomia quale calendario adottare; alcune, come il Piemonte, hanno scelto ad esempio di rinviare l’apertura dei ristoranti; altre di accelerare la riapertura.
Inoltre le regioni dovranno tenere “sotto controllo la curva epidemiologica“. A questo scopo il governo predisporrà “un piano nazionale di monitoraggio per tenere sotto controllo la curva epidemiologica” che potrà funzionare solo attraverso “comunicazioni quotidiane dalle regioni”. Se i contagi in alcune città, alcune regioni, dovessero risalire senza più alcun controllo occorrerà intervenire “con misure specifiche in luoghi circoscritti” presumibilmente attraverso una replica delle zone rosse.
Rimane inoltre una “clausola di salvaguardia dello Stato” la quale prevede che in caso di risalita dei contagi il governo possa intervenire se il Presidente della regione rifiutasse di mettere in atto misure di contenimento dell’epidemia.
La novità forse più rilevante è come le linee guida Inail per il settore della ristorazione e degli impianti balneari siano state riviste e ammorbidite dopo un intenso colloquio con le Regioni: ad esempio basteranno 10 metri quadrati per ombrellone in spiaggia e la distanza tra i clienti di bar e ristoranti verrà ridotta a un metro.
Come nel caso delle riaperture, spetterà alle Regioni scegliere con quale rigidità adottare le linee guida appena formulate, nel caso del Friuli Venezia Giulia dunque si attende un’apposita ordinanza che chiarisca in quale modo si muoverà il Nord Est.
Allo stadio attuale le linee guida Inail prevedono per ristoranti, bar e pub una serie di regole, tra cui prodotti igienizzanti per clienti e personale; privilegiare l’accesso tramite prenotazione per chi ha i tavoli mentre per gli altri locali consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta; privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.
Tutti i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro, mentre è vietato buffet.
Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina.
Stabilimenti balneari, spiagge attrezzate e spiagge libere devono predisporre uso di prodotti igienizzanti, uso di prenotazioni, no a temperature sopra i 37,5 gradi. La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche; in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, occorre favorire modalità di pagamento elettroniche.
Riorganizzazione degli spazi per evitare assembramenti: distanza sempre di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, distanziamento tra gli ombrelloni di almeno 10 metri quadri. Tra lettini, sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Regolare e frequente pulizia e disinfezione. Vietati gli sport di gruppo.
Per alberghi e bed&breakfast obbligatorio l’uso di prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi. Stesse regole per le casse seguite dagli altri esercizi aperti al pubblico. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo.
Obbligatoria l’aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
Per quanto concerne i servizi alla persona (acconciatori ed estetisti) occorre consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo delle temperature. Previste particolari coperture per gli addetti.
Vale per il commercio al dettaglio nuovamente le regole dell’igiene, pulizia, distanze di un metro, attesa fuori in fila per chi aspetta. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
Le palestre dovranno gestire gli accessi con attività pianificate, distanze e disinfezione di macchine e strumenti. Microclima controllato e tutti gli effetti personali nelle borse. Apposite calzature.
Per le piscine, com’è intuibile, varranno regole ancora più stringenti.
Musei e biblioteche dovranno seguire accessi programmati, i visitatori dovranno indossare sempre la mascherina, sarà necessario ricambio d’aria e disinfezione.
Qui il link al testo integrale del Dpcm.


