Si dimettono i rappresentanti per i lavoratori della base USAF di Aviano

12.05.2020 – 08.50 – I sei rappresentanti per i lavoratori italiani della base USAF di Aviano si sono dimessi per protesta, dopo aver constatato come nella base americana non venissero rispettate le regole di contenimento anti Covid-19. I sindacati, non vedendo applicate le norme che dovrebbero valere per tutto il territorio italiano, hanno dapprima proclamato lo stato di agitazione (30 aprile) e successivamente mandato una lettera al Prefetto di Pordenone Maria Rosaria Maiorino (4 maggio). Ieri, lunedì 11 maggio, le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Uiltucs hanno dichiarato le dimissioni. Rimangono coinvolti nella faccenda 700 dipendenti italiani impiegati al servizio dei militari americani.
La vicenda si affianca a numerosi casi di sanzioni per ubriachezza al volante e mancato rispetto delle normative anti Covid-19 riscontrate nel territorio attorno alla base: a marzo, nell’arco di una sola settimana, 11 militari erano stati sanzionati; lo scorso fine aprile, un altro militare era stato sorpreso a guidare ubriaco nella notte.

“A seguito del mancato rispetto dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri, decreti regionali e protocollo del controllo del rispetto delle regole in merito alla pandemia da Coronavirus – affermano Eugenio Sabelli della Fisascat Cisl e Angelo Zaccaria della Uiltucs – i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori hanno deciso di dimettersi dal ruolo ricoperto. Era stato istituito un comitato per verificare il rispetto le misure previste dai Dpcm – spiegano – Invece dal 16 aprile, giorno della prima riunione, non si è fatto altro che parlare di programmi ma con nulla di concreto“.

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