Auguri Goldrake! 42 anni fa la prima “Alabarda spaziale”

05.04.2020 – 13.12 – “Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Si trasforma in un razzo missile
Con circuiti di mille valvole
Tra le stelle sprinta e va”
Se avete letto queste strofe cantando sapete già di cosa si parla. La versione italiana di Goldrake (“Atlas Ufo Robot” seguendo il nome completo) compie quarantadue anni. Era il 4 aprile del 1978 quando fu trasmesso in Italia il primo episodio, alle 18.45 sull’allora Rete Due (l’odierna Rai Due), primo cartone ispirato ad un manga (quello omonimo di Go Nagai, allora poco più che trentenne) a venire diffuso nel nostro paese. Fu subito un successo strabiliante e una piccola rivoluzione. Era l’anno in cui Aldo Moro e Peppino Impastato se ne andavano a distanza di poche ore, papa Luciani ci sorrideva per soli 33 giorni e Pertini veniva eletto Presidente della Repubblica; a Sanremo Rino Gaetano cantava “Gianna” e Anna Oxa “Un’emozione da poco” mentre l’Italia di Bearzot stupiva in Argentiva, in uno dei Mondiali più controversi del dopoguerra.

Il protagonista, Actarus, è un extraterrestre rifugiatosi sulla terra dopo l’attacco scagliato sul suo pianeta dal malvagio Vega. Nella traversata spaziale ha portato con sè Goldrake, un titanico robot cornuto che lui stesso guida da una postazione di comando insieme al giovane aiutane Alcor e assistito dalla sua amata Venusia. Nella lotta contro l’esercito di Vega, che vuole annettere anche la terra al proprio impero spaziale, il professor Procton lo consiglia dall’Istituto di Ricerche Spaziali e, ogni volta che la terra è minacciata da un attacco alieno, Actarus raggiunge un hangar, il rifugio segreto di Goldrake, attraverso un vertiginoso tunnel sotterraeo e si trasforma in Duke Fleed – nome che secondo alcuni si rifà al Sigrifo wagneriano – per poi decollare sbucando tra i flutti di una cascata. Dopo una serie di battaglie pirotecniche i veghiani verranno eliminati definitivamente per la salvezza dell’intero universo.

In un’epoca priva di Youtube e Netflix, l’appuntamento prima di cena con Atlas Ufo Robot (nome italiano del cartone nato da un errore di traduzione come spiega Affaritailani: “Ufo Robot” era il nome originale, “Atlas”, “atlante” in francese, era infatti il nome della guida al cartone fatta in Francia) prima di cena divenne fisso in tutte le case italiane, per tre serie:dal 1978 al 1980. “Ufo Robot”, primo singolo musicale tratto dalla indovinatissima sigla – come ricorda Repubblica firmata da Albertelli per i testi e per le musiche Tempera-Tavolazzi-Luca – superò il milione di copie vendute.

Gianni Rodari, ha ricordato La Stampa, lo descrisse come un “Ercole moderno metà uomo e metà macchina in grado di combattere i cattivi per salvare la Terra”. Proprio lo scrittore prese una posizione netta e lungimirante nei mesi della “Crociata di Imola“, una raccolta firme promossa da un comitato di genitori imolesi per la rimozione del cartone, accusato di eccessiva violenza, dagli schermi italiani. Le sottoscrizioni furono circa 600, la stesa Commissione Rai discuteva sul da farsi e Rodari rispose che i bambini non sono spettatori passivi, ma rielaborano ciò che vedono sullo schermo, essendo in grado di distinguerlo dalla vita reale. Una prospettiva che, in epoca di videogame ben più aspri di Goldrake, non smette di essere attuale.