‘Ritorni’, restituiti a Miramare i quattro quadri più antichi della collezione di Massimiliano

10.06.2025 – 13.45 – L’eccellenza veneziana e la pittura barocca tedesca. Tornano a ‘casa’ dopo un quarto di secolo, nella cornice bianca del castello di Miramare, quattro quadri un tempo parte della pinacoteca dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo: due raffigurazioni di gusto veneziano e due grandi composizioni di Johann Schönfeld un tempo parte del “Ciclo dei Cinque Sensi“.
I quadri sono stati presentati oggi, martedì 10 giugno, in una collocazione temporanea (ma già ammirabile dai visitatori), nella sala Rosa dei Venti del Castello.
Nell’occasione, grazie a una fattiva collaborazione con Coop Culture, è stato anche inaugurato il nuovo bookshop del Castello, arredato dalle famose gigantografie ottocentesche di Junker.

Esposti, per l’ultima volta a Trieste, alla Galleria Nazionale d’Arte Antica nel lontano 2001 i quattro quadri hanno un’origine composita, accomunata però dalla comune appartenenza alla quadreria del Castello. Massimiliano, già quando dimorava a Villa Lazarovich, sulla cima del colle di San Vito, aveva portato con sé alcune opere d’arte dall’Austria; queste verranno poi allestite nella sala 8 del castello, corrispondente all’odierna Sala dei Gabbiani.
Partendo dai quadri di minori dimensioni, questi appartengono al gusto veneziano caratteristico delle collezioni degli Asburgo: “La testa di vecchia” fu acquistata nel 1853 da un mercato antiquario a Venezia, come attesta la fattura in possesso dell’arciduca; il ritratto, a lungo ritenuto opera di Bernardo Strozzi, fu in realtà realizzato da un seguace e si caratterizza per la resa, verosimile e cruda, dei lineamenti dell’anziana; il “Ritratto maschile“, dipinto sul modello di Tiziano, appartiene alla prima metà del seicento e fu realizzato da Jacopo Bassano; la resa naturalistica del volto e del colletto fu restaurata più e più volte nel secolo scorso e, stando alle ultime ricostruzioni, raffigurerebbe il giurista Jacopo Ballo.

Le due grandi raffigurazioni appartengono invece al Ciclo dei Cinque Sensi, ad opera del pittore tedesco di gusto barocco Johann Heinrich Schönfeld: rispettivamente “L’odorato” e “Il gusto“. Il primo quadro tratteggia un giovane uomo intento a fumare la pipa: la delicatezza del tratto si spinge fino al fumo che fuoriesce dalle narici, mentre la composizione d’insieme è ricca di dettagli realistici (la brace ardente, il fazzoletto per raccogliere le ceneri, ecc ecc). Il secondo invece, recuperando la lezione del caravaggismo napoletano, mostra un grande uomo, di origini popolane, intento a spezzare con violenza la carne di un animale dal piatto.
Oggigiorno questi due quadri sono tra i pochi esempi sopravvissuti del ciclo originale: se al Museo di Salisburgo c’è una riproduzione coeva dei quadri di Johann, “Il tatto” è invece presente a Vienna, “L’udito” in una collezione privata non visibile a Zurigo e “La vista” addirittura in Francia. Fino ad oggi “L’odorato” e “Il gusto” erano stati dati per dispersi, ma erano in realtà nei depositi della Soprintendenza.

“Le collezioni non si spezzano, non si disgregano; e tanto più in questo caso, essendo il nucleo più antico della collezione di Massimiliano – ha spiegato la Direttrice Andreina Contessa.
“Il ritorno di questi quadri rientra nelle narrazioni parallele che stiamo ‘scavando’ in questi anni; pensiamo ad esempio all’eredità botanica, dei viaggi o, in questo caso, al gusto di collezionista di Massimiliano. Egli era infatti un uomo molto eclettico, ma che aveva a cuore la creazione di una Pinacoteca. Colgo l’occasione per annunciare che, questo pomeriggio, si riunisce per la prima volta il Comitato Scientifico di Miramare” ha concluso la Contessa.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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